Finzione e realtà. In quella si parlava di una crisi teologica, ora si parla di problemi di salute. Dopo l’annuncio del Papa di dare le dimissioni a partire dal 28 febbraio, a chi non è venuto in mente Nanni Moretti? Il regista romano nel suo film “Habemus Papam”, dell’aprile 2011, col senno di poi, potremmo considerarlo un po’ profeta. Il suo cardinale infatti, interpretato da Michel Piccoli, eletto papa entrava in crisi profonda, non riusciva ad accettare il peso del ruolo, fuggiva dalle mura vaticane mentre uno psicologo, interpretato dallo stesso regista, cercava di aiutarlo a tornare sereno.

“Habemus Papam”, presentato in anteprima al festival di Cannes e diventato un successo europeo con vari riconoscimenti internazionali, precorre la clamorosa notizia di oggi. Anche per il finale: tornato in Vaticano, il papa si presenta finalmente al mondo, nel tripudio della folla e dei cardinali. Tutti pensano che stia accettando la nomina ma nel discorso ai fedeli, il pontefice ammette di non avere la forza e di non essere in grado di guidare la Chiesa in un momento di scelte tanto difficili per gli uomini. Al termine abbandona il leggio e scompare, lasciando la chiesa senza guida nello smarrimento generale, proprio come in queste ore. All’epoca dell’uscita del film l’Osservatore Romano non ne parlò benissimo, mentre dalla Cei si sottolineò “lo sguardo di comprensione ampio e generoso”, ma anche una certa “superficialità”.

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