Erano giorni che la terra tremava in Toscana. La scossa più forte il 25 gennaio. Ma archiviata la paura, in Lucchesia era partita la ricognizione dei danni provocati dalle scosse di terremoto. Alla fine nei giorni scorsi a fare le spese del sisma del 4,8 grado della scala Richter erano state soprattutto le chiese, cinque quelle risultate inagibili dopo un attento monitoraggio. Le scuole oggi chiuse dopo l’allarme di ieri sera invece, che pure erano state attentamente monitorate dai tecnici, sembravano non aver subito danni e da lunedì le lezioni erano riprese ovunque. Anche dopo la scossa più forte, la stragrande maggioranza degli abitanti delle zone più colpite aveva scelto di dormire nelle proprie abitazioni nonostante la Protezione civile avesse deciso di lasciare aperta una struttura di accoglienza, allestita subito dopo il sisma, nella scuola comunale di Fabbriche di Vallico.

Lievi danni si erano registrati anche in provincia di Pistoia, in particolare nella Val di Nievole: erano state segnalate lesioni a edifici all’interno del centro storico di Borgo a Buggiano. A Pescia, danni a abitazioni private e lesioni strutturali all’Istituto agrario e all’Istituto commerciale. Le verifiche effettuate durante la giornata, aveva fatto sapere la Regione Toscana, avevano dato comunque nel complesso risultati definiti “tranquillizzanti”. 

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