Ha compiuto il suo primo compleanno da qualche giorno, peccato che chi lo avrebbe festeggiato volentieri non ha ancora avuto modo di fare la sua conoscenza. E’ il diritto all’indennità di malattia domiciliare e ai congedi parentali per i professionisti iscritti alla gestione separata introdotto dal decreto-legge 201/2011, il cosiddetto Salva-Italia.

In sintesi, a partire dal 1 gennaio 2012, il dl ha esteso ai professionisti iscritti alla gestione separata Inps, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, l’accesso a due tutele già riconosciute da qualche anno ai lavoratori a progetto e alle categorie assimilate: un’indennità giornaliera di malattia – in totale non più di un sesto della durata complessiva del rapporto di lavoro – e un trattamento economico per congedo parentale, fino a tre mesi entro il primo anno di vita del bambino. Tutele per cui, tra l’altro, già versavano i contributi.

Le procedure per accedere alle indennità, però, non sono ancora disponibili. Così, alcuni soci di ACTA (Associazione Consulenti Terziario Avanzato) hanno chiesto chiarimenti all’Inps. Qualcuno agli sportelli, altri attraverso il servizio telematico sul sito dell’Istituto. La risposta, racconta una socia, è stata che il congedo parentale non spetta a questa categoria di lavoratori, ma solo ha chi a contratti a progetto e alle categorie assimilate. Questo a dicembre.

Con l’anno nuovo, ho provato anche io. Ho chiesto del congedo parentale e ho ottenuto la stessa risposta: “L’indennità di congedo parentale facoltativa non spetta ai liberi professionisti che versano nella gestione separata”. Veramente sì, ma chi glielo dice?

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