L’ex sindaco Albertini, oggi candidato governatore della Lombardia, come tutti i politici, quando accetta, per motivi autopromozionali, di partecipare a una trasmissione “leggera”, non può trattenersi dall’impulso, spesso suicida, di apparire simpatico e alla mano, spiritoso e confidenziale. La Zanzarane ha già fatti cadere parecchi, fulminati dalla loro modesta capacità attoriale.

La vittima più recente, appunto, l’aspirante al posto di Formigoni, che ha dichiarato, con un tonetto da liceale mucciniano, alludendo alle giudici del processo Veronica versus Silvio per congrui alimenti: “Una delle tre è una mia ex fidanzata”. Pur chiamandola Anna invece che Alessandra (o il love affair si perde nella notte dei tempi o se ne è passate un tot, l’Albertini), ha chiarito trattarsi della Cattaneo, e fin qui, come si dice, niente di male. Il nostro simpaticone è caduto quando, alla domanda: “Ma è vero che è una femminista come dice B.?”, ha risposto con autentico sconcerto: “Ma no, è una bravissima persona!”. Poi, non contento, ha aggiunto: “E anche una bellissima donna”.

Sotto-testo: le femministe sono persone da niente e di regola piuttosto bruttine. Se poi sono pure comuniste, non hanno alcuna possibilità di farsi una storia con Albertini. Un sollievo non da poco.

Il Fatto Quotidiano, 11 gennaio 2013

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