@Berlusconi2013 arriva su Twitter e in un solo giorno i follower decuplicano diventando 70mila. E’ quanto riporta l’edizione online de Il Corriere della Sera. Aperto il 6 dicembre scorso, il profilo ha racimolato qualche centinaio di follower nei primi tempi per poi impennarsi a ridosso del 31 dicembre, schizzando da 7mila a quasi 70mila follower nel giro di sole 24 ore. Un’impennata che ha fatto insospettire alcuni utenti di Twitter, che, sempre secondo la ricostruzione del Corriere.it, hanno avanzato “il sospetto che qualcuno di provata fede berlusconiana abbia acquistato follower“. Una pratica a cui ricorrono numerose aziende per crearsi una “solidità” virtuale.

Il profilo non è finto, ma realmente riconducibile a sostenitori di Silvio Berlusconi. Dopo le prime polemiche però, sulla pagina Twitter sono comparsi una serie di chiarimenti: “Il profilo è stato creato da un gruppo di sostenitori” e “chi lo gestisce non riceve un solo euro ma lo fa per passione e stima nei confronti del Presidente Berlusconi». Poi ne sono stati pure cambiate le “generalità”, attribuendo il profilo a un generico “Comitato Berlusconi 2013 – Volontari Digitali – Elezioni Politiche 2013 – La forza dell’Italia migliore” (realtà priva di alcun riferimento su internet) e linkato l’indirizzo iononvotolasx.com che di nuovo non rimanda ad alcun sito.

La questione dei profili Twitter gonfiati non è affatto nuova e in passato ha già coinvolto personaggi famosi e aziende, come ha denunciato qualche mese fa, sempre su Il Corriere della Sera il professore Marco Camisani Calzolari, docente di Comunicazione aziendale e linguaggi digitali secondo il quale “l’80% dei fan e dei follower delle aziende italiane è finto”. Per il professore basta “pagare 20 dollari per ottenere 50mila follower su Twitter e 30 dollari per avere 6mila like su una pagina Facebook”.

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