Con uno share medio annuo del 5,5 (di due punti sopra La7, ma di un punto sotto Italia Uno), Rete4 si piazza nel girone delle infelicità televisive, dimostrazione catodica del tramonto dei sistemi generalisti. E assieme alla rete (che si salva solo con i film), soccombe anche il Tg4, visibilmente mummificato dopo la stagione surreale di Emilio Fede. Il Tg4, oltre a tutto, si trova nella tragica posizione della noce quando finisce nello schiaccianoci, fra il Tg5 e Studio Aperto, avendo il primo dalla sua la rendita storica (un po’ come il Tg1 per la Rai), il secondo essendo assai più cinico nel maneggiare le tre “esse”: sesso, sangue e soldi. Quando incombe la quarta “esse”, quella di Silvio, al Tg4 non resta che il “riporto”: riporta Quinta Colonna e riporta Domenica Live, succhia e poi cerca di arrangiarsi. L’altra sera, tanto per fare un esempio, premettendo che “l’Imu la vogliono togliere tutti”, ha estrapolato la tirata di Berlusconi sulla “tassa più odiata dagli italiani”, per poi mandare in piazza una collega piena di buona volontà con un labaro: “Ditelo al Tg4”. Ha strappato due parole ad altrettanti passanti, una tristezza infinita. L’in-dimenticato Emilio Fede avrebbe commosso anche i serial killer, raccontando in diretta che lui questa Imu non riesce proprio a pagarla. Da un riporto all’altro (il Cavaliere sarà anche esagerato, ma un’intervista al Tg4 ancora non l’ha ordinata), dopo aver selezionato le chiacchiere di Berlusconi sul limite dei due mandati parlamentari, il Tg4 ha organizzato un altro giro fra la “gggente” per chiedere: “Che ne pensa di Bersani che non pensiona la Bindi?”. Ovvie le risposte selezionate.
Dimenticando tutte le volte che ha enfatizzato la discesa in campo di Berlusconi e le fanfaluche attorno ad accordi già belli e fatti con Monti e Casini (quando ne parlava a Barbara D’Urso, lei lo guardava come fosse Yvonne Sanson davanti ad Amedeo Nazzari) per “il rassemblement dei moderati”, il Tg4 ha archiviato subito il fallimento del Cavaliere, sorvolando sulla sua solitudine e battendo l’unico tasto che ormai manda qualche suono: l’Imu e le tasse che solo un uomo abolirà, votare per credere. Ma, quando occorre, anche il Tg4 fa brodo. L’altra sera, in soccorso di Berlusconi, sbeffeggiato per questa ansia di apparire ovunque, il Tg4 è andato al soccorso. Stefania Cavallaro si è prodigata, sventolando il Fatto: ma come, il Cavaliere era assente da un anno, che male c’è se riaffiora? Metà delle tv sono cosa sua, sarà libero o no di fare quello che gli pare? Meno male che Silvio c’è.
Il Fatto Quotidiano, 21 dicembre 2012
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