Citigroup lascia a casa 11mila dipendenti. Il primo passo della ristrutturazione dell’azienda voluta dal nuovo amministratore delegato Michael Corbat, subentrato lo scorso ottobre a Vikram Pandit (contestato in passato per i mega-compensi ricevuti), porterà la forza lavoro del gruppo a ridursi del 4%. “Queste azioni sono il successivo passo logico nella trasformazione di Citigroup”, ha detto Corbat. ”Siamo impegnati sulla nostra strategia, ma abbiamo identificato aree e prodotti in cui la nostra dimensione non offre significativi ritorni“. I tagli costeranno a Citigroup nel quarto trimestre 1 miliardo di dollari ante imposte, ma si tradurranno in risparmi per oltre 1,1 miliardi di dollari all’anno a partire dal 2014. Il prossimo anno, invece, i risparmi saranno di 900 milioni di dollari.

Citigroup è la più grande azienda di servizi finanziari al mondo. Nata nel 1998 dalla fusione tra il gigante bancario Citicorp e il gruppo finanziario Travelers Group, al momento, secondo la classifica di Forbes, è la quattordicesima compagnia al mondo per importanza. Ha 260mila dipendenti, impiegati in 16mila uffici di 140 paesi. Nel 2008, in piena crisi finanziaria, il colosso fu salvato con un intervento pubblico da 45 miliardi di dollari, poi restituiti. Il taglio coinvolgerà per il 35% le attività di sportello, con una con forte riduzione della presenza in mercati come Pakistan, Paraguay, Romania, Turchia e Uruguay. All’annuncio dei tagli le azioni di Citigroup hanno fatto registrare un balzo di circa il 4% e sono schizzate a 35,65 dollari.

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