Equitalia indagata per usura. Lo rivela il Messaggero Veneto che parla di “strozzinaggio“. Idilia Pajer, referente de “Lo sportello”, un’associazione che si occupa di dare solidarietà e assistenza a imprenditori in difficoltà, e di Federfriuli, ha depositato ieri in tribunale a Pordenone, negli uffici di polizia giudiziaria, una decina di esposti nei quali si dimostra, perizie alla mano, i tassi usurari applicati da Equitalia. “La legge 108 del 96 è chiara – ha spiegato Pajer – e individua il tasso d’usura non solo nella rilevazione delle cifre iscritte come interessi ma sommando tutte le voci che si aggiungono al debito originario”. Sanzioni, interessi, aggio di Equitalia, danno il tasso effettivo applicato dalla Spa. E, secondo le perizie che accompagnano gli esposti, quel tasso si colloca ben al di sopra della soglia di usura.

“Abbiamo avuto casi – spiega l’imprenditrice – dove gli interessi hanno raggiunto il 40, 50 e anche 70%, portando a ruolo in questo modo crediti che raggiungono il milione di euro. E’ chiaro che in questo modo un imprenditore non riuscirà mai ad estinguere il debito perché dovrà continuare a lavorare solo per pagare gli interessi”. L’iniziativa di presentare gli esposti fa seguito ad un’altra dello stesso genere, ovvero la denuncia depositata alla Guardia di finanza che ha riguardato altri casi di imprenditori “vessati” da Equitalia. Ed è forse il modo più diretto “di portare in alto la disperazione degli imprenditori” ha spiegato la Pajer, perché la procura è probabilmente “il luogo più idoneo a raccogliere le denunce”. Un comportamento inaccettabile che Federfriuli, quale associazione di promozione sociale antiusura, intende contrastare con tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione. Denunce comprese.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Camorra, a Torre Annunziata donne incinte e minori per spacciare droga

prev
Articolo Successivo

Sogin, i lavori avanti dell’1% all’anno. Ma ha speso 1,7 miliardi in 10 anni

next