Ancora scontri e feriti al Cairo e in tutte le maggiori città dell’Egitto, dove migliaia di adolescenti si sono scontrati con la polizia. La protesta è nata dopo che il presidente Morsi si è dato i pieni poteri. Dalla giornata di venerdì si registrano scontri in tutte le maggiori città egiziane, decine i feriti, un giovane ha perso la vita nel week-end di protesta. Diverse strutture dei Fratelli Musulmani sono state date alle fiamme, sia nella capitale che in altre città. Una delle maggiori preoccupazioni rimane la sicurezza, al Cairo, dell’ambasciata americana, situata a poche centinaia di metri da Piazza Tahrir. La polizia per bloccare i manifestanti ha costruito muri con blocchi di cemento, sulle strade che portano alla sede diplomatica statunitense. Un ruolo sempre maggiore nelle proteste è giocato dagli ultras delle squadre di calcio cittadine, già protagonisti durante la rivoluzione e negli scontri di questa primavera, successivi al massacro di Port Said di Cosimo Caridi

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