Nessun favoritismo, almeno al seggio. Matteo Renzi, presentatosi intorno alle 17.30 al seggio allestito in piazza dei Ciompi sede dell’Arci fiorentina, s’è messo in coda come un cittadino qualsiasi, nonostante l’assedio di giornalisti e telecamere. “Faccio la fila come tutti gli altri“, ha detto Renzi, che al suo arrivo è stato accolto con un applauso da un gruppo di elettori. A un certo punto qualcuno gli ha urlato: “Mettiti in coda!“. E lui, prontamente, ha risposto: “Lo sto facendo”. Dopo le operazioni di registrazione, il sindaco di Firenze è di nuovo uscito dal seggio per fare la fila come gli altri elettori. Dopo i primi momenti di concitazione per la presenza delle telecamere, ai quali in modo deciso il sindaco ha chiesto di non intralciare le operazioni di voto, la situazione si è fatta più tranquilla. Più volte il sindaco ha chiesto ai cronisti di non fargli domande “per rispetto degli altri”. Il primo cittadino è riuscito a votare alle 20.10 dopo due ore e mezza di fila.

Renzi ha impiegato il temo discutendo con gli altri elettori in fila. I temi? Questioni tipicamente fiorentine, come i parcheggi e le condizioni delle strade. Il sindaco ha continuato a scherzare con alcuni di loro che gli hanno passato al cellulare amici o parenti e si è intrattenuto con una signora di 92 anni che ha detto di votarlo e che, voltandosi verso il figlio, lo ha scherzosamente rimbrottato: “Lui invece no…”. Quando la pensionata gli ha detto la sua età e l’anno di nascita 1920, il primo cittadino le ha detto: “Come mia nonna”. Ad un’altra signora che gli si è avvicinata lamentandosi delle lunghe attese, Renzi – un po’ stizzito – ha risposto: “Lo so, non mi faccia dire niente. Le regole non le ho fatte io“. E dal suo posto in fila Renzi non si è fatto mancare un tweet: “Sono in coda da un’ora e venti minuti a Firenze. Mi scappa da ridere pensando che chiedevamo più seggi e ci hanno detto che non servivano”. A molti in coda ha detto: “Sono mortificato per chiunque voi votiate”.

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