Ci sono nuovi e importanti elementi che giustificano la detenzione in carcere di Alfredo Cospito e Nicola Gai, i due anarchici torinesi fermati venerdì scorso per l’attentato all’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. Lo si rileva dall’ordinanza con la quale il Giudice per le indagini preliminari di Torino, Alessandra Bassi, ha disposto oggi la custodia cautelare in carcere per entrambi per lesioni gravi aggravate con finalità di terrorismo, furto aggravato, detenzione e uso di arma illegale.

La decisione del Gip Bassi – si è saputo – conferma l’impianto accusatorio del Gip di Genova, che nei mesi scorsi aveva rigettato la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dalla Procura del capoluogo ligure, non la smentisce e si pone in linea di continuità. La scelta del Gip Bassi, infatti, tiene conto di nuovi e importanti elementi che sono stati acquisiti dagli investigatori proprio effettuando le indagini che il Gip di Genova, coadiuvato nelle indagini dai carabinieri del Ros e dalla Digos della Polizia,  aveva indicato come opportuno e necessario svolgere.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L'abbiamo deciso perchè siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un'informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

“Non vivo più senza te”, video di Antonacci sponsorizzato con soldi pubblici

next
Articolo Successivo

Firenze, “danno erariale da 6 milioni nella gestione di Renzi in Provincia”

next