“Mi tremano le vene ai polsi al pensiero della bufera di polemiche che ci investirà, ma è un nostro dovere, non possiamo tirarci indietro”. Giancarlo Caselli cita Paolo Borsellino per descrivere l’ostilità bipartisan con cui è stata accolta la nuova inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia condotta dal Pm Antonio Ingroia e il pool antimafia siciliano. Un clima avverso creatosi sopratutto per gli imputati eccellenti che dovranno presentarsi a quel processo. “I magistrati, le forze dell’ordine e tanti della società civile hanno salvato l’Italia. Dopo le stragi il magistrato Nino Caponnetto diceva disperato è tutto finito non c’è niente da fare. Invece abbiamo avuto la forza di alzarci e resistere. E un grande merito va a questi magistrati”. Alla domanda se il clima di ostilità verso la magistratura che si respira ultimamente in Italia nei diversi schieramenti politici è stato causato dal conflitto di attribuzioni sollevato dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano Caselli risponde: “Non posso dare giudizi come uomo delle istituzioni, però i dubbi sull’opportunità di sollevare un conflitto sono legittimi”.

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