Non c’è solo il ricordo di Ustica e della tragedia del Dc9 dell’Itavia. Il concerto bolognese di Patti Smith è sempre qualcosa di più. Del resto lo dice lei stessa ai quasi 4 mila giunti a sentirla. “Dobbiamo trovare tutti i modi per parlare, cosa c’è di meglio di un concerto rock”. La cantante ha appena dato la parola a una ragazza del pubblico che ha ricordato la disparità di trattamento tra i condannati della polizia e quelli dei manifestanti per i fatti di Genova del 2001. È la stessa artista poco prima a ricordare Carlo Giuliani e sua madre. All’inizio del concerto prende in mano due cartelloni dal pubblico: “Genova 2001”, recitano, “Ingiustizia è fatta”. Gesto politico non nuovo per la Smith che già qualche giorno fa arrivata in Italia a Milano aveva parlato della strage di Ustica sostenendo che “Quando i governi non ci danno giustizia, le persone si uniscono”

Sul palco la rocker di Chicago, 66 anni, non si risparmia e per due ore canta i brani del suo ultimo album Banga. Il gruppo, affiatatissimo è il solito da cinque anni: Lenny Kaye alla chitarra, Jay Dee Daugherty alla batteria, Tony Shanahan al basso e il figlio della artista, Jackson Smith anche lui alla chitarra. Ma c’è spazio per i suoi tanti successi. Apre le danze con una suadente Ghost Dance, mentre da segnalare è la splendida Distant Fingers. E poi non mancano altre perle come Redondo beach, Because the night e, per chiudere, People have the power. La Smith non manca di ricordare il terremoto dell’Emilia e le sue vittime. E lo fa a modo suo. “È la natura che ci parla. Tutto ciò che possiamo fare è pregare madre natura e chiedergli perdono per come la trattiamo”.

Poi la cantante americana rende onore al luogo che ospita il suo show. “Ogni essere umano dovrebbe venire qui al museo della memoria di Ustica”, dice Patti Smith, che nel pomeriggio aveva visitato i resti del Dc9 Itavia conservati a pochi metri dal palco, accompagnata dalla presidente dell’associazione delle vittime, Daria Bonfietti. “Chiunque di noi poteva essere su quell’aereo. I governi devono finalmente dirci la verità, non si può morire così, senza senso”.

 

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Terremoto, volley e basket in ginocchio. “Abbiamo perso 30 anni di storia” (video)

next
Articolo Successivo

Alta Velocità, treno danneggiato a Bologna. S’indaga per sabotaggio

next