Il mito del Concorde rivivrà. Una volta terminato, infatti, il nuovo veivolo sarà in grado di volare da Londra a Sydney in sole quattro ore. E’ l’erede del famoso aereo, non più prodotto dopo lo spaventoso incidente dell’estate del 2000 in fase di decollo. Per progettare questo jet supersonico sono al lavoro Boeing, Lockheed Martin, Gulfstream e anche la Nasa. I primi prototipi saranno presentati al Farnborough air show il prossimo mese. I costruttori, coadiuvati dall’agenzia spaziale americana, stanno aprendo la strada a un nuovo aereo passeggeri supersonico, che in un primo momento sarà destinato soltanto al mercato business, secondo quanto riportato dal Daily Mail. 

Tutte e tre le compagnie coinvolte sono convinte di essere vicine alla riduzione del boom sonico a un suono descritto da un ingegnere della Gulfstream come qualcosa di simile a un soffio. Secondo il Sunday Times, materiali compositi più leggeri, motori più avanzati e piccole fusoliere potrebbero consentire all’aereo di viaggiare due volte più veloce del Concorde, che arrivava a una velocità di 1.358 miglia all’ora. I passeggeri di questi nuovi jet, dunque, potrebbero viaggiare a oltre 2.485 miglia all’ora. Attualmente il jet più veloce, il nuovo Gulfstream G650, può arrivare a percorrere 7mila miglia a circa 646 miglia all’ora (velocità massima 704).

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Facebook cambia gli indirizzi email nel profilo degli utenti. In Rete è rivolta

prev
Articolo Successivo

Project Glass, svelata la realtà aumentata di Google

next