”Bomba o non bomba, arriveremo a Roma”, scrive sul suo blog Beppe Grillo, citando una vecchia canzone di Antonello Venditti, ma riferendosi alla stretta attualità. “Nell’aria c’è odore di zolfo, ma il cambiamento non si può arrestare”, afferma infatti Grillo a proposito dell’attentato di Brindisi e del clima di tensione delle ultime settimane. “Se tre indizi (il ferimento di Adinolfi a Genova, la bomba di Brindisi e le continue esternazioni sul ritorno del terrorismo) fanno una prova”, scrive il comico ispiratore del Movimento Cinque Stelle, protagonista delle ultime elezioni amministrative, “allora ci sono ottime probabilità del ritorno di una stagione stragista”.

Secondo Grillo, “nei momenti di cambiamento o meglio in cui il cambiamento si manifesta possibile, le forze che vogliono mantenere gli interessi costituiti, economici e politici, bussano alla porta con grande energia. Le bombe e gli attentati sono il loro biglietto da visita. I fatti del dopoguerra”, sottolinea, “ci hanno insegnato che godono dell’impunità” (leggi il testo integrale sul blog di Grillo).

Grillo richiama gli episodi più neri della storia italiana, e ne paventa la replica: “Per ora le nuove sigle e i nuovi bombaroli non sono all’altezza di piazza Fontana, che bloccò le aperture a sinistra di Aldo Moro, o della stazione di Bologna, alla quale fecero seguito un decennio di craxismo e un ventennio di berlusconismo”. E ricorda le stragi che vent’anni fa uccisero Giovanni Falcone – “la sua morte fu un monito a chiunque volesse un cambiamento radicale, un rinnovamento” – e Paolo Borsellino, definito “un Cristo laico che si avviò consapevole al martirio, tradito da una parte dello Stato di cui era esemplare servitore”.

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