Sulle norme che regolano il mercato del sesso, l’Italia è ancora ferma al 1958, anno della legge Merlin che chiudeva le case di tolleranza. Dal palco della conferenza stampa “Liberalizziamo la prostituzione”, Partito radicale, Cgil e Comitato per i diritti civili delle prostitute hanno proposto una regolamentazione più aggiornata del settore per sottrarlo ai traffici della criminalità organizzata e per restituire dignità a lavoratori e lavoratrici del sesso. “Su questo argomento continua a prevalere l’ipocrisia – attacca Porpora Marcasciano, presidente del Mit, Movimento d’identità transessuale – In Italia siamo costretti a scontare un ritardo culturale enorme. Per uscire dalla legge Merlin e ampliare i diritti dei sex workers bisogna aprire un tavolo e ascoltare le esperienze delle persone coinvolte”  di Tommaso Rodano

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Cibo, ogni anno sprecati 12 mld di euro

next
Articolo Successivo

Megaflop del sit-in contro i magistrati

next