La scarsa attenzione e, probabilmente, il poco amore verso le cose del web hanno giocato un brutto scherzo al Cavalier Berlusconi ed al suo impero televisivo.

Rti- Reti Televisive Italiane – gioiello di famiglia dell’ex Premier e storico nemico del web – ha, infatti, dimenticato di rinnovare la registrazione del nome di dominio www.mediaset.com con la conseguenza che una società americana se lo è aggiudicato ad un’asta ed ha, ora, iniziato ad utilizzarlo per vendere media-sets ovvero dispositivi di elettronica.

Inutili sono state le rimostranze della società del Cavaliere ed il procedimento esperito dinanzi alla competente autorità – il centro per l’arbitrato e la mediazione dell’Organizzazione Mondiale della proprietà intellettuale – nel tentativo di sostenere che l’aggiudicatario dell’ex nome a dominio di punta di casa Berlusconi avesse agito in mala fede.

Gli arbitri hanno respinto tutte le eccezioni dei legali della Casa del biscione e stabilito che questi ultimi non sono stati in grado di provare in alcun modo l’altrui mala fede e che, pertanto, legittimamente la Fenicius Llc, sta ora utilizzando il dominio www.mediaset.com.

L’espressione Mediaset che nel nostro Paese contraddistingue da decenni l’impero televisivo del Cavaliere, nel web è, secondo gli arbitri dell’Organizzazione Mondiale della proprietà intellettuale, un’espressione generica che legittimamente può essere utilizzata per la commercializzazione dei dispositivi informatici che le due parole che la compongono  – media sets – descrivono.

Una brutta batosta per l’orgoglio del Cavaliere ma, forse, un’occasione in più per rendersi conto che anche i più grandi ed i Signori dei privilegi, sul web, diventano gente comune soggetta a regole davvero eguali per tutti.

Dopo tante battaglie condotte da Rti contro il web, i pirati – veri e presunti – ed a favore di norme censoree [n.d.r. da ultimo il famigerato regolamento Agcom], con una battuta, ora, verrebbe da dire: chi il web ferisce, di web perisce.

Almeno sul web, Mediaset, sarà ora costretta a cambiar nome ed ad abbassare la cresta.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

I sorrisi di Camusso e Bersani a Cernobbio

prev
Articolo Successivo

La Rai rischia 200 milioni di rosso. Ma per Lorenza Lei i conti sono in ordine

next