”Aver dato tutte le competenze del Turismo alle Regioni forse è un errore”. Così il ministro al Turismo e agli Affari regionali, Piero Gnudi, parlando a un’iniziativa sul federalismo organizzata dall’Assemblea legislativa a Bologna con Vasco Errani, presidente dell’ Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni.

Il ministro ha quindi fatto l’esempio della promozione turistica italiana, aldilà delle specificità regionali, suscitando una reazione a caldo di Errani: “Ministro, ma fallo. Per questo non c’è bisogno di cambiare la Costituzione. Sono cinque anni che propongo all’Enit di fare un progetto verso la Cina”, ha aggiunto suscitando un applauso in platea.

“Non tutte le Regioni sono come l’Emilia Romagna”, ha obiettato il ministro Gnudi facendo arrabbiare il capogruppo regionale leghista, Manfredini, che ha abbandonato la sala per poi rientrare poco dopo. “Poi vediamo – ha aggiunto Gnudi – quanti soldi sono disposte a dare le Regioni per fare una promozione comune”.

Anche i temi “banche e patto di stabilità”, sul fronte pagamenti da parte degli enti pubblici, “non sono stati trattati in modo brillante: bisognerebbe chiedere alla Cassa Depostiti e Prestiti – rilancia Errani– di fare da factoring”. Per quanto riguarda le politiche di crescita il governatore si chiede retoricamente “chi ci impedisce di fare progetti condivisi con scelte strategiche, a legislazione invariata: io sono disponibile a scegliere tre grandi infrastrutture su cui abbiamo le risorse e sono pronto e metterci la mia faccia nell’interesse dell’Italia, anche se non si copre lo storico elenco di progetti di cui ogni Regione ha riempito cassetti”. Errani cita i trasporti su ferro e gomma per creare “una nuova filiera” di lavoro al di là dei meri confini amministrativi territoriali, ricordando che durante le ultime nevicate “il 50% del materiale rotabile si è fermato” e che “in questo Paese bisogna aspettare cinque anni per avere un treno”.

Dunque, tira le somme il presidente della Regione, “o facciamo un progetto di federalismo coerente o riposiamoci e andiamo a casa: il federalismo nel nome della legge 42 non c’è, stiamo parlando di nulla. Non riesco a capire, fra l’altro, come si pensi di parlare di riduzione dei parlamentari senza rimettere al centro il Senato federale”. Gnudi chiarisce subito che “non sono d’accordo con Errani che dice che con l’accordo si riescono a fare le opere” e spiega: “Siamo rimasti fermi decenni in passato, penso alla centrale di Porto Tolle iniziata nel 1999 e non ancora fatta. Non è un problema solo di istituzioni. Il Paese ha perso il senso di bene comune: tutti vietano qualcosa”. Anche il ‘progetto Paese’ del governatore per fare le riforme, comunque, non convince il ministro: “Se allarghi troppo rischi di non risolvere i problemi. Non credo che il Governo, in un anno e rotti di tempo, potrà risolvere i problemi di cinquant’anni”. In definitiva, per Gnudi “il federalismo ce l’avrai solo quando ci sarà poca finanza derivata e molta finanza autonoma, lì si misura la capacità degli amministratori. Facciamolo in tempi brevi, per avere un federalismo fiscale decente”.

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