Docenti precari di tutta Italia si stanno mobilitando in queste ore contro il piano Formigoni/Aprea per il reclutamento degli insegnanti su base regionale che ha avuto l’assenso del ministro Francesco Profumo. La sperimentazione partirà in Lombardia e potrebbe essere estesa ad altre Regioni. Per i docenti che la contestano sarebbe incostituzionale.

La proposta di Legge Misure per la crescita, lo sviluppo e l’occupazione”, che modifica l’attuale legge regionale n.19/6, è stata approvata dalla Giunta Regionale della Lombardia il 10 febbraio. L’articolo 8 prevede che “a partire dall’anno scolastico 2012/2013, a titolo sperimentale, le istituzioni scolastiche statali possono organizzare concorsi differenziati a seconda del ciclo di studi, al fine di reclutare personale docente necessario a svolgere le attività didattiche annuali“.

Sul progetto concorda il ministro dell’Istruzione Profumo, che il 13 febbraio ha incontrato a Palazzo Lombardia il governatore Roberto Formigoni e l’assessore regionale all’Istruzione Valentina Aprea. “La nostra idea – ha spiegato Formigoni ai media – è quella di dare la possibilità agli istituti di selezionare il personale docente sulla base di propri bandi. La proposta della nostra Giunta è che il quadro di questi bandi sia stabilito da un’intesa tra la Regione e lo Stato”. Un’idea, che – secondo la nota divulgata al termine dell’incontro – potrebbe essere estesa anche ad altre regioni italiane.

Ma i docenti precari non ci stanno. Il Coordinamento Lavoratori Scuola “3 ottobre” Milano, parla di proposta “inaccettabile” e spiega che tali misure “non sono in realtà altro che un modo assolutamente incostituzionale per introdurre la chiamata diretta nelle scuole lombarde ed esautorare il sistema di reclutamento nazionale basato sulle graduatorie provinciali attraverso cui da anni lavorano migliaia di lavoratori precari”. Se infatti per Formigoni il progetto è “Un passo fondamentale in direzione di quel federalismo differenziato di cui parla l’articolo 116 della Costituzione”, Pino Patroncini su Retescuole parla di “interpretazione forzata ed estensiva degli articoli 116 e 117 contenuti nel nuovo Titolo Quinto della Costituzione” anche perché “prefigura, in aperta violazione costituzionale, la possibilità di discriminare in fase di assunzione in base all’orientamento politico religioso e quant’altro dei candidati” in virtù del fatto che i docenti dovrebbero condividere il progetto educativo della scuola che li recluta.

Rincara il Coordinamento Lavoratori Scuola Milano, secondo cui il sistema di reclutamento Formigoni “porterebbe ad un’assurda regionalizzazione del servizio pubblico statale in cui i dirigenti scolastici dei singoli istituti avrebbero diritto di “vita e di morte” sui nuovi docenti”, mentre “si correrebbe il serio rischio di vedere aumentare i fenomeni di clientelismo e nepotismo così come già è accaduto con la regionalizzazione del sistema sanitario”. A giudizio del Movimento Scuola Precaria Milano, “verrebbe meno un principio cardine della nostra Costituzione che è la libertà di insegnamento, in secondo luogo si porrebbero le basi per la lottizzazione delle istituzioni scolastiche da parte di differenti agenzie e potentati di natura politica, ideologica o confessionale, in terzo luogo verrebbe meno un principio cardine fondamentale della nostra Repubblica che è quello della scuola pubblica uguale per tutti”.

Per queste ragioni, il Coordinamento Lavoratori Scuola Milano ha avviato una mobilitazione “unitaria e generale” contro il Piano Formigoni/Aprea e terrà un’assemblea  per organizzare forme di protesta unitarie il 17 febbraio alle ore 15 presso l’associazione ChiamaMilano, in Largo corsia dei servi 11. E la protesta si sta estendendo a macchia d’olio: avrebbero già aderito i Coordinamenti Precari Scuola di Roma, Napoli, Bologna, Terni, Avellino, Ravenna ed altre sigle dala Toscana e dalla Liguria.

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