Il Parlamento greco approva le misure di austerity chieste dalla comunità internazionale, Ue in testa, ma ad Atene il dibattito è accompagnato dalla guerriglia urbana: circa 60 feriti, tra i quali 40 agenti di polizia, 22 arrestati,  una decina di palazzi in fiamme tra lanci di molotov e lacrimogeni. La cornice è sempre la stessa: piazza Syntagma, nel cuore di Atene dove una folla di manifestanti con passamontagna e maschere antigas è arrivata nel pomeriggio proprio davanti al parlamento impegnato a votare il piano di austerity necessario per beneficiare degli aiuti internazionali anti-default.

In caso di mancata approvazione delle misure richieste da da Bce, Ue e Fmi, aveva affermato in aula il premier greco Lucas Papademos dopo aver condannato le violenze, la Grecia sarebbe andata inoctro “al fallimento catastrofico, all’isolamento e all’uscita dall’euro”.

Nel corso del pomeriggio i manifestanti sono diventati almeno 100mila, e i cosiddetti “black bloc” sono stati accolti con applausi. La sede di una banca, due cinema e una serie di negozi sono stati incendiati nei pressi dell’università, e le fiamme si sono estese ai primi piani dei palazzi che li ospitavano. Secondo i vigili del fuoco sono “oltre una decina, forse 18, gli edifici in fiamme nel centro di Atene, per incendi causati dal lancio di molotov nel corso degli scontri”. Tra le strutture incendiate anche un caffé della catena americana Starbucks e una filiale della banca greca Eurobank in piazza Korai.

Le misure che i manifestanti hanno cercato di contrastare sono quelle del pacchetto di austerity “lacrime e sangue”. Si tratta di una serie di misure molto dure contestate dalla popolazione greca che infatti da tre giorni è in sciopero generale (leggi). Misure pretese dall’Unione europea (Ue) e dal Fondo monetario internazionale (Fmi) per dare il via libera al secondo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro: una radicale riforma del mercato del lavoro, con una profonda deregulation e una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito e un taglio nelle pensioni. Drastica economia di spesa in settori come la difesa, gli ospedali e le autonomie locali. Vendita dei “gioielli di famiglia”, come le quote pubbliche in petrolio, gas, acqua e lotteria. Intervenendo in Parlamento il ministro delle finanze greco Evangelos Venizelos ha detto che “la scelta non è tra i sacrifici e non fare sacrifici, ma tra i sacrifici e qualcosa di inimmaginabile”.

Il governo del premier Lucas Papademos può contare su un’ampia maggioranza composta dai socialisti e dai conservatori di Nuova democrazia. In cambio, il progetto di accordo tra la Grecia e la troika (Ue, Bce e Fmi) prevede il via libera al nuovo piano di salvataggio da 130 miliardi di euro, con la possibilità di usufruire di 35 miliardi di prestiti dal fondo temporaneo salva-Stati Efsf, che andranno ad aggiungersi ai 4,5 miliardi dei ricavi dalle privatizzazioni e ai risparmi. Mercoledì è in programma a Bruxelles la cruciale riunione dell’Eurogruppo chiamato a dare il via libera allo stanziamento dei fondi.

I leader dei principali partiti che appoggiano il governo Papademos hanno fatto appello ai deputati a votare il piano di austerity. “E’ l’unica speranza per il paese: ora è il momento della responsabilità”, ha detto George Papandreou, l’ex premier e leader del partito socialista Pasok, mentre Antonio Samaras, del partito di destra Nuova Democrazia ha parlato di “voto decisivo e cruciale, storico”, esortando i deputati a votare il piano.

Ecco le misure principali previste dal piano approvato.

35 MLD IN PRESTITO DALL’EFSF. La Grecia potrà prendere in prestito fino ad un massimo di 35 miliardi dal fondo temporaneo salva-Stati per finanziare il possibile buyback dei bond offerti nell’eurozona con bond dell’Efsf.

NUOVE PRIVATIZZAZIONI. Entro la fine del 2012 Atene dovrebbe raccogliere 4,5 miliardi da operazioni di cessione, compresi i circa 1,5 miliardi già raccolti fino ad oggi. Entro la fine del 2015 l’obiettivo è di racimolare 15 miliardi di euro. Secondo la bozza di un altro documento l’obiettivo è di raccogliere dalle privatizzazioni 50 miliardi di euro nel “medio termine” anziché entro il 2015.

RIFORME RADICALI IN MOLTI SETTORI. Tra le molte riforme in programma ci sono gli 1,1 miliardi di tagli nei costi farmaceutici, l’abolizione delle regole restrittive sulle guide turistiche, l’apertura del mercato energetico agli investimenti stranieri. Non solo: tagli alla difesa per 300 milioni di euro, diminuzione delle spese elettorali di 270 milioni, riduzione degli investimenti pubblici per 400 milioni. Oltre 300 milioni supplementari devono ancora essere identificati insieme con la troika Ue-Bce-Fmi.

ALLENTATI TARGET CONTI PUBBLICI. Il nuovo programma prevede che Atene registri quest’anno un leggero deficit di bilancio e un surplus primario di 3,6 miliardi di euro nel 2013. In un primo tempo era invece previsto il raggiungimento del surplus primario quest’anno.

NUOVI OBIETTIVI PER LE BANCHE. Le banche greche, che devono far fronte a perdite per circa 17 miliardi di euro per il piano di svalutazione del debito, dovranno raggiungere un core Tier 1 del 9% entro il terzo trimestre di quest’anno e del 10% entro il secondo trimestre del 2013. Il target precedente era del 10% entro l’agosto di quest’anno. Inoltre le banche che si trovassero ad avere bisogno di capitale potranno chiedere un aiuto allo Stato per ricapitalizzare, in cambio dovranno emettere titoli pubblici greci o bond convertibili.

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