Da tre giorni la città di Homs è sotto pesante attacco da parte dell’esercito regolare siriano. La tv panaraba Al Jazeera ha mostrato in diretta, collegata a telecamere web di attivisti nella città, la richiesta di aiuto partita all’unisono dai minareti di Homs. I bombardamenti continui sull’ospedale della città, Al Walid, hanno causato un black out elettrico, provocando la morte di 18 neonati prematuri. Ali al Hazuri, in collegamento stamattina con la televisione al-Arabiya, ha detto “chiediamo aiuto perché il nostro ospedale è stato colpito, la Croce Rossa non può entrare perché viene fermata dai militari. Chiediamo agli arabi di muoversi e aiutarci”.

Ieri molti paesi europei, arabi e gli Usa hanno ritirato i loro ambasciatori dalla Siria. Fonti della Ue dicono che un’operazione militare in Siria è esclusa, perché la Siria non è la Libia. La politica internazionale è ferma, impantanata in una impasse d’azione, mentre i bombardamenti continuano e la Siria vive uno dei momenti più bui della sua storia recente.

Cari lettori, mi appello personalmente a ognuno di voi, nel chiedervi di sostenere una iniziativa che è volta a fermare il sangue, di chiunque sia. Da ieri è nata in Italia una campagna chiamata “Un fiocco nero per la Siria”. Vi viene chiesto di mettere un piccolo fiocco nero, intorno alle vostre borse, indumenti ecc… e di sensibilizzare chiunque intorno a voi riguardo ciò che accade in Siria. A voi, al vostro buon senso, è chiesto di far sentire alta la vostra voce, di interessarvi e attivarvi in prima persona. Tanti hanno già aderito.

Possiamo e potete fare molto.