Riforma del lavoro e diritti dei lavoratori, articolo 18 incluso. Il ministro del Welfare Elsa Fornero e le parti sociali si stanno confrontando per riformare il sistema, in un mercato che offre sempre meno speranze di garanzia e stabilità alle giovani generazioni. Questi i temi a cui sarà dedicata la dodicesima puntata di Servizio Pubblico di stasera dal titolo “Tutta la vita davanti”, per discutere di prospettive occupazionali e crisi.

In studio con Michele Santoro ci saranno il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso e il giuslavorista Michele Tiraboschi, docente di Diritto del lavoro presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e direttore scientifico della Fondazione Marco Biagi. L’inviato Sandro Ruotolo sarà in collegamento dal centro sociale Tpo (Teatro Polivalente Occupato) di Bologna e nel corso della trasmissione andrà in onda un reportage esclusivo dalla Grecia, il paese che finora in Europa ha sofferto le conseguenze più gravi della crisi. Il dibattito in studio metterà al centro l’incontro tra il governo e le parti sociali che già nelle scorse settimane hanno avviato un tavolo per riformare il mercato del lavoro, inclusi licenziamenti e flessibilità, proprio mentre la disoccupazione giovanile raggiunge nuovi livelli record. Infatti, secondo quanto rilevato dall’Istat, lo scorso dicembre ha toccato il valore più alto dal 2004, visto che il numero dei senza lavoro si attesta a 2,243 milioni e su base annua si registra una crescita del 10,9% (221 mila unità).

Come ogni giovedì, sarà possibile seguire dalle 21 la trasmissione sul canale in chiaro di Sky, Cielo, oltre che su un network di televisioni locali e in diretta streaming sul sito del Fatto quotidiano. A questi si aggiungono i canali 100, 500 e 504 di Sky, i siti dei maggiori quotidiani nazionali e in esclusiva anche su Radio Capital. E i sondaggi proposti da Giulia Innocenzi animeranno la pagina Facebook del programma. Intanto, sul profilo del social network, la redazione domanda agli utenti se in questa crisi ci sarà uguaglianza, se si salverà l’Italia o al contrario solo una parte del paese e se, data la situazione economica e sociale, l’abolizione dell’articolo 18 possa facilitare assunzioni e mobilità.

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