Nei giorni scorsi si è tenuto l’evento Sangiovese Purosangue, organizzato dall’Enoclub Siena, che ha radunato 45 aziende vinicole per presentare a Roma il loro Rosso di Montalcino. Un vino che, oscillando fra gli 8 e i 10 euro di media in cantina, rappresenta uno dei vini più buoni e convenienti d’Italia. Non di rado è ottenuto dalle stesse vigne vocate con cui si fa il Brunello, ma senza gli anni d’affinamento del Brunello stesso: in pratica un vino che combina il carattere e la bevibilità del Sangiovese (l’unico vitigno con cui viene fatto) alla densità dei vini di Montalcino.

Il Rosso è un vino noto, per luoghi comuni, e al contempo ignoto, per storia e importanza. Tanto che sono stati opportuni gli interventi in conferenza stampa di Stefano Cinelli Colombini ed Enzo Tiezzi: il Rosso non è il “fratello povero” del Brunello, come è superficialmente detto, ma è il papà del Brunello. Primo fra i vini rossi fatti a Montalcino, a partire dalla fine del XVII secolo, quand’ancora il borgo medievale occupava un posto di rilievo lungo la via Francigena, che è stata una delle strade di pellegrinaggio più importanti dell’Occidente cristiano. Re, nobili, papi, cardinali e pellegrini di tutta Europa hanno camminato lungo tale strada, per arrivare a Roma, in visita alla tomba dell’apostolo Pietro: una delle tre peregrinationes maiores. Inoltre la Francigena era l’unica via sicura, con i mari infestati da pirati e le vie romane degradate. Pertanto a Montalcino non mancava la richiesta di vino, anche da parte dei palati più raffinati al mondo: il borgo ottenne diritto di porto franco, una specie di duty free, e dal vino dolce Moscadello si passò a fare vino Rosso maturato in legno per qualche anno. Nasceva il Rosso di Montalcino. Il nome Brunello cominciò a essere usato solamente, e da pochi, alla metà dell’Ottocento: quando i vini cominciano ad essere premiati nei concorsi enologici di tutta Europa. Nei primi decenni del Novecento “nascono tante idee che sono alla base della moderna commercializzazione e produzione del vino di qualità italiano. Nel 1931 Fattoria dei Barbi inizia a vendere il Brunello per corrispondenza, con una mailing a tutti gli avvocati e medici d’Italia. Negli stessi anni i Biondi Santi iniziano a spedire Brunello in USA ed in vari paesi esteri; interessante una foto del primo camion per gli USA, e la innovativa bottiglia da 0,100 Litri in confezione antiurto per l’invio dei campioni… Nel 1937 il Podestà Giovanni Colombini inaugura la prima Enoteca Pubblica d’Italia nella restaurata Fortezza, e il regolamento obbliga alla vendita dei soli prodotti agricoli confezionati del territorio. Nel 1950 la Fattoria dei Barbi realizza la prima cantina d’Italia sempre aperta ed attrezzata per la degustazione e vendita al pubblico del vino in bottiglia… Nel 1964 due eventi traumatici distrussero quasi tutto quanto era stato faticosamente creato. Il primo fu nazionale; venne abolita la mezzadria e le aziende non trovarono le risorse economiche per riconvertirsi a lavorazioni meccanizzate. Il secondo fu locale, ma per noi devastante; venne aperta l’Autostrada del Sole, e all’improvviso da Montalcino non passò più nessuno. Il paese perse improvvisamente quei milioni di transiti all’anno su cui viveva… In dieci anni il Comune perse il 70% della popolazione. Delle Fattorie che avevano fatto la storia del Brunello ne sopravvissero cinque o sei, e a loro si aggiunse qualche decina della neonate aziende a conduzione diretta…”.

Insomma bisognò ricominciare da capo. La separazione ufficiale fra Rosso e Brunello avviene nel 1967, alla nascita del Consorzio. La nascita della DOC del Rosso è del 1983. Oggi ci sono 550 ettari di vigna iscritti a Rosso, per circa 3.200.000 bottiglie (al 2010).

Il Rosso di Montalcino, se fatto con perizia, è un vino caratteristico ma anche longevo, come attestano alcune bottiglie mature presentate all’evento: splendidi i vini di Soldera (1983- 1978- 1977), rappresentativi quelli di Baricci (1975), ineffabile il 1988 di Salvioni. Ovviamente il Rosso è buono anche dopo due anni dalla vendemmia, specie abbinato a primi piatti di ragù o funghi, ma ad alcuni crostini o salumi toscani.

Un elenco dei migliori Rosso di Montalcino assaggiati all’evento:

Eccellenti

Poggio di Sotto 2007 e 2006; Salvioni 2007 e 2005

Ottimi

Sesti 2001 e 2004; Poggio di Sotto 2008; Salvioni 2009; Salicutti 2008 Sorgente; Lisini 2009; Collosorbo 2009; Fonterenza 2009; Le Chiuse 2008 e 2009; Pian dell’Orino 2004;

Molto Buoni

Stella di Campalto 2008; Podere le Ripi 2008; Collosorbo 2008; Fonterenza 2006; Le Chiuse 2008; Lisini 2006; San Lorenzo 2004; Col d‘Orcia Banditella 2009; Baccinetti 2007 e 2006; Piancornelio 1999 e 2007; San Polino 2007; Salicutti 2007; Livio Sassetti Pertimali 2007; Baccinetti 2007

Buoni

Le Ragnaie 2009; Sante Marie Colleoni 2009; Capanna 2009; Conti Costanti 2009; San Lorenzo 2009; Il Marroneto 2007; Le Macioche 2009; Marchesato degli Aramici 2007; Baccinetti 2006

P.s. non siamo riusciti ad assaggiare i vini dell’azienda Mastrojanni. Mancavano all’evento i vini di Cerbaiona (deliziosi) e di Canalicchio di Sotto

(Foto di Andrea Federici)

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Contro i francesi,
fatele afflosciare

next
Articolo Successivo

Chi si loda si sbrodola

next