“Il comune deve aprire un tavolo con la comunità, per risolvere assieme i problemi che ci sono”, ripete Angelo Ou, esponente della comunità cinese di Milano. “Ma anche dall’amministrazione Pisapia non abbiamo visto segnali concreti”. Riunita oggi pomeriggio in piazza Gramsci per ricordare il padre e la figlia di nove mesi uccisi lo scorso 4 gennaio a Roma, la Chinatown lombarda è preoccupata, e chiede protezione. “Anche a Milano le rapine ai nostri danni sono in aumento”, dichiara Hu Guang Chuan, tra gli organizzatori della fiaccolata di oggi. Colpa della crisi, secondo alcuni, “ma anche dell’abitudine di noi cinesi all’utilizzo dei contanti”, spiega Lin, che da sei mesi evita di chiudere il suo ristorante da solo: “chiedo a due dipendenti di aspettarmi”. In piazza anche il presidente della Provincia di Milano Guido Podestà e gli assessori comunali Stefano Boeri e Pierfrancesco Majorino. A loro la comunità cinese chiede più controlli sul territorio e maggiore dialogo. “Siamo extracomunitari, va bene”, commenta una ragazza, “ma siamo contribuenti e persone civili. Vogliamo essere tutelati”. di Franz Baraggino

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