Memore di quanto è successo lo scorso anno, avrei preferito che Berlusconi governasse ancora per qualche mese e affogasse di suo e morisse per implosione interna. Il governo Monti invece diventa per lui una grande occasione di riorganizzazione, un paravanto che lo salva dalle scelte impopolari e lo lascia libero di riorganizzare le fila, condizionando forse ancora di più parlamento e governo.

Chi non ha la memoria corta ricorderà che nel 2010 ci fu la data del 14 dicembre per il voto sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni. Berlusconi era alle corde, quasi impiccato, con i processi alle porte, la divisione nella sua stalla, la preoccupazione di essere alla fine. Mai come in quel momento era stato debole e all’angolo e pronto a cadere. Invece il presidente della Repubblica impose che la fiducia/sfiducia fosse posta all’odg dopo la votazione della legge finanziaria, concedendo a Berlusconi un maledetto mese di tempo che gli servì per comprare deputati e senatori e giungere all’èra Scilipoti.

Gli bastò un mese per risorgere dalle ceneri e sparigliare i giochi e vincere per tre voti. Ora il Priapo con la pompetta ha un anno e mezzo di tempo per dare sfogo alle sue vendette, per fare i propri interessi, come ha sempre  fatto, e poiché ha detto espressamente che non si ricandiderà, sono certo che farà il contrario per non smentire la sua natura intima di mentitore e spergiuro.

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E Berlusconi si dimise perché “ricattato”

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