Il segretario del Pd Pierluigi Bersani

Il Partito democratico deve “innanzitutto preoccuparsi del fatto che l’Italia è in pericolo” e Pierluigi Bersani conferma il sostegno al governo Monti. Ma la base del partito si spacca e su Facebook si schiera contro la posizione espressa dal segretario. In tanti vorrebbero andare subito alle urne ed evitare un esecutivo di transizione al fianco del Pdl, certi delle norme impopolari che il centrosinistra sarebbe costretto ad approvare. Due su tutte: la variazione dell’articolo 18 e la riforma delle pensioni, proposte peraltro da un ex commissario che oggi è International advisor della banca d’affari Goldman Sachs.

“Ora c’è l’esigenza di accorciare i tempi per l’approvazione della legge di stabilità e per le dimissioni. Abbiamo dato la nostra disponibilità ad ogni forma di accelerazione, anche se nel merito continueremo ad opporci” aveva scritto in mattinata il leader del Pd sulla sua pagina Facebook, suscitando i commenti di disapprovazione di tanti dei suoi elettori. “Può un partito che si chiama ‘democratico’ cedere alla dittatura delle banche e dei mercati? A quanto pare sì, dato che è favorevole ad un governo con Monti (Goldman Sachs) presidente del consiglio. Con questa scelta allontanerete ancora di più la gente dalla politica”, nota Valerio, perché “ora Monti non farà altro che portare avanti i tagli che non sono stati fatti dal Pdl con la differenza che nessuno scenderà in piazza”. C’è chi vuole “elezioni subito” e chi chiede a Bersani di non diventare “complice di leggi che puniscono i lavoratori”. Inoltre la votazione del “decreto macelleria”, ovvero della legge di stabilità, metterebbe una pietra sopra l’ipotesi di vittoria alle prossime politiche perché farà “passare norme e provvedimenti che vanno contro la nostra linea”. E “per eseguire gli ordini della BCE in barba alla sovranità popolare”, dice Angelo, “si va verso un governo Monti appoggiato da tutto l’arco parlamentare tranne Idv e Lega Nord, con la benedizione di Berlusconi e Letta, Fitto, Frattini e probabilmente Nitto Palma confermati al loro posto”. I militanti invitano a “non abboccare” al governo di larghe intese, e immaginano la peggiore resa dei loro rappresentanti (“Calerete le braghe anche alla modifica dell’art. 18”, “Ricordate che le pensioni non si toccano”).

A fronte del rischio di tradire gli ideali del centrosinistra meglio “andare a votare” per evitare “un governo con Gianni Letta vice presidente” e perché “le politiche su lavoro, pensioni, fisco non possono nascere da inciuci”. C’è anche come Sav, sta dalla parte del segretario: “Lo vogliamo salvare il nostro paese si o no? W Bersani, Napolitano, Monti”, ma la maggior parte dei commenti mettono in guardia Bersani dal ribaltone e dall’approvazione di provvedimenti impopolari. Lo stesso avvertimento che gli elettori fanno sul web a Dario Franceschini, mentre gli iscritti alla pagina di Debora Serracchiani si augurano che questo governo tecnico elimini i privilegi della politica. Fino a chi concorda con il veto di Di Pietro (“Bravo Di Pietro, ora come ora è l’unico che capisce qualcosa. Mettere Monti vuol dire spararsi in bocca”), che ha scatenato l’ira dei sostenitori dell’Italia dei Valori sul web. Perché, anche per tanti elettori del Partito democratico, Mario Monti è un “bocconiano cresciuto e indottrinato con le panzane liberiste che hanno portato solo distruzione delle economie nei paesi che le hanno applicate”.

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