Occupy Wall Street‘ è niente più di una massa di ragazzi benestanti che giocano a cambiare il mondo. Un movimento di radical chic che abbiamo già visto, in altre fasi storiche, e che non sopravviverà al passaggio dalle proteste alle proposte…

No, ‘Occupy Wall Street’ è un motto di protesta composto da poveri ed ex-affluenti che è emerso spontaneamente e senza regia da una reale, concreta situazione di precarietà e indigenza economica. Un movimento radicale e ideologico che esprime un disagio concreto ma che è completamente disconnesso dallo spirito dei tempi …

No, ‘Occupy Wall Street’ è il sintonomo di una rabbia sociale alimentata dalla recessione, mischiata alla percezione politica che in America sussiste oggi un’ intollerabile diseguaglianza di natura economica. Un movimento che si colloca esattamente all’opposto del Tea Party. ‘Occupy Wall Street’ espime le istanze di chi non è ricco, il Tea Party di chi paga le tasse federali. Entrambi vogliono una revisione del patto sociale, anche se da prospettive contrarie.

Vedremo nei prossimi mesi quale di queste tre interpretazioni di ‘Occupy Wall Street’ si rivelerà esatta. Già adesso, comunque, una considerazione va fatta: il tasso di populismo in America sta aumentando – raggiungendo livelli importanti e imprevedibili ancora poche settimane fa.

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