Resta il ricercato numero uno Saif al Islam, il secondogenito del rais libico deposto e ucciso giovedì scorso a Sirte. La caccia all’uomo è scattata sia per il figlio del colonnello, sia per l’ex capo dell’Intelligence Abdullah al-Senussi. I due, su cui pende un mandato di cattura internazionale della Corte penale internazionale per crimini di guerra, hanno annunciato oggi di essere disposti a costituirsi al tribunale internazionale dell’Aja. A riferirlo è Abdel Majid Mlegta, ufficiale dell’esercito del Cnt, secondo cui i due “stanno proponendo delle soluzioni per consegnarsi all’Aja”. Secondo fonti del Consiglio nazionale di transizione il figlio del colonnello si trova in una zona desertica vicino ai confini con Niger e Algeria, ed è in possesso di un falso passaporto libico.

I familiari di Gheddafi intendono rivolgersi al tribunale dell’Aja anche per un altro motivo: denunciare la Nato per crimini di guerra. Lo ha preannunciato Marcel Ceccaldi, avvocato francese che ha lavorato in passato per il vecchio regime libico, e che adesso cura gli interessi dei congiunti del defunto colonnello. Secondo Ceccaldi, il bombardamento dei jet dell’Alleanza è stato decisivo per la cattura e la successiva esecuzione sommaria di Gheddafi da parte degli uomini del Cnt. “L’omicidio di Gheddafi”, ha insistito l’avvocato, “dimostra come l’obiettivo dei paesi membri della Nato non fosse la protezione dei civili, bensì il rovesciamento del suo regime”.

Sulla morte del colonnello, giustiziato dopo la cattura, ci sono state molte critiche internazionali. Il Cnt ha accettato di aprire proprie indagini sulla vicenda, rifiutando però l’inchiesta internazionale sollecitata tra gli altri dall’Alto commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navi Pallay. Crimini di guerra potrebbero essere stati commessi anche dagli insorti nella battaglia per la conquista di Sirte. Lo ha detto il capo della missione Onu in Libia, Ian Martin, sottolineando che il rais e il figlio Mutassim sono stati “maltrattati e uccisi” in circostanze tali da richiedere una indagine. Il premier russo Vladimir Putin si è detto disgustato dalle immagini in tv sugli ultimi minuti di Muammar Gheddafi.