E Di Pietro pensa di risolvere tutto con le leggi speciali? Patetico!

Quando le condizioni di vita di un popolo peggiorano e non c’è in vista nessuna via pacifica per migliorare la situazione, succede che alcuni decidono che l’unica è menare le mani. E’ legittimo indignarsi per le violenze dei Black Bloc, ma è vergognoso che lo faccia chi ha costruito il disastro italiano, che di queste violenze è causa. Chi ha portato la benzina e ha distribuito i fiammiferi non può scagliarsi contro una banda di ragazzini infiltrati da provocatori che ha dato fuoco alla benzina.

Che Berlusconi ammetta che è sua la colpa delle violenze di piazza mi par difficile. E altrettanto difficile mi sembra che la sinistra ufficiale ammetta che l’incapacità di aprire in Italia una fase di lotte pacifiche ed efficaci sia concausa di queste violenze. Ma altrettanto difficile è che gli Indignados nazionali ammettano che l’attuale scelta delle forme di lotta è sbagliata, non perché non sia giusto scendere in piazza, ma perché quel che si è fatto non ha impedito che un gruppo di velleitari e infiltrati espropriasse centinaia di migliaia di manifestanti. Qualche incendio ha conquistato in una fiammata l’attenzione dei media facendo scomparire le voci della protesta pacifica.

Non siamo stati capaci (mi ci metto ovviamente anch’io) di inventare un movimento veramente diverso, strumenti di lotta veramente efficaci capaci di ottenere risultati e dare speranza alla gente. E devo dire che questo tema non è neppure entrato nel dibattito all’interno del movimento.

Cerco di spiegarmi. Noi abbiamo individuato i colpevoli del disastro e pure i rimedi. Ma abbiamo sottovalutato gli strumenti di lotta. Ad esempio, Martin Luther King non riuscì a far decollare il movimento per i diritti civili degli afroamericani fino a quando una gentile signora nera, a bordo di un autobus, si rifiutò di alzarsi dal sedile riservato ai bianchi, sul quale stava comodamente seduta. Un piccolo evento, una piccola donna che rifiutava il razzismo e King che genialmente capisce che quello è il fatto che può scatenare la lotta. E lancia lo sciopero dei trasporti a Montgomery: mai più su un autobus fino a quando ci saranno posti riservati ai bianchi.

Attenzione, il boicottaggio dei trasporti si svolge solo lì, ma nel resto degli Stati Uniti i neri appoggiano la battaglia e tutte le forze si concentrano per sostenere l’impossibile scontro. Questo è un esempio di grande realismo e raffinatezza tattica. King propone di concentrare tutta la forza del movimento su un unico obiettivo apparentemente secondario, chiedendo a ogni afroamericano di Montgomery viaggi lunghissimi a piedi. Vengono organizzati servizi di auto private per le emergenze, e auto collettive per chi abita troppo lontano. E vincono.

Io non so cosa potremmo pensare in Italia. Ma mi sembra evidente che o si trovano iniziative che abbiano veramente la forza di colpire l’immaginazione e accendere le speranze, oppure resteremo impotenti di fronte allo sfacelo che si prepara.

Prendiamo ad esempio la lotta per la legalità. Non esiste nessuno che si occupi di costruire battaglie legali contro le evidenti illegalità dello Stato. Ad esempio città come Acerra, dove c’è quasi il doppio della diossina che c’era a Seveso quando fu evacuata, dovrebbero essere immediatamente abbandonate. Ma non succede. E la magistratura non interviene perché nessuno dà inizio a una battaglia legale contro gli amministratori che non applicano le leggi sanitarie.

Si parla poi molto di lavoro nero. Ma perché nessuno organizza squadre di vigilanza che, armate di videocamere, si piazzino di fronte a laboratori e cantieri riprendendo chi va a lavorare in nero per poi denunciare il tutto alle autorità competenti? E perché, invece di urlare soltanto contro le banche, non ci organizziamo per chiudere i nostri conti correnti in tutte le banche furbastre? La disobbedienza bancaria secondo me li terrorizza. Mi rendo conto che nessuna di queste idee ha la forza dello sciopero dei passeggeri neri dei pullman, ma credo che vadano in una direzione giusta. Manca ancora l’invenzione che le faccia volare ma credo che sia in questa direzione che si debba riflettere e discutere.

Il mondo è cambiato improvvisamente. Servono metodi di lotta adatti a questo nuovo mondo. E’ ora di uscire dal passato se non vogliamo essere schiacciati dal presente.

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