VARESE – Una porta chiusa a chiave e, dall’altra parte, una stanza completamente vuota. Questo lo scenario desolante con cui ieri pomeriggio hanno dovuto fare i conti i ragazzi del Movimento giovani padani di Varese, la capitale della Padania leghista. I ragazzi non sono potuti entrare nella loro sede che era stata svuotata e sbarrata a loro insaputa. Sono loro, a quanto pare, le prime vere vittime delle profonde spaccature in atto tra i sostenitori di Roberto Maroni e l’elite reguzzoniana vicina ad Umberto Bossi.

A distanza di una settimana dal congresso provinciale che ha sancito l’inizio di una vera e propria battaglia intestina che oggi trova conferma anche in un video inequivocabile, le parole di pacificazione del neo segretario varesino Maurilio Canton (imposto da Bossi per “infusione”, come ironizzano i maroniani su facebook) sembrano essere smentite giorno per giorno dai fatti.

Al loro ingresso nella sede provinciale di via Magenta i giovani si sono trovati di fronte ad una porta chiusa a chiave. Un piccolo ufficio il loro, che hanno sempre avuto a disposizione come base logistica da usare per le attività tipiche del movimento giovanile, dalle elezioni studentesche alle riunioni in vista di eventi e manifestazioni, magari per studiare azioni e striscioni da esporre nel corso di qualche blitz politico. E forse è proprio da cercare in uno striscione la causa dello sfratto. La notte dell’elezione di Canton, proprio sotto la sede provinciale del Carroccio era comparsa una scritta di protesta contro il neosegretario, rinnegato pubblicamente.

Un gesto che deve essere stato maldigerito e la vendetta potrebbe essere stata servita a distanza di una settimana dal misfatto. Non solo la serratura è stata cambiata ma, riferiscono alcuni militanti dell’Mgp provinciale di Varese: “Hanno fatto sparire i volantini e i manifesti che erano appesi alle pareti”. In pratica, la sala è rimasta spoglia, solo con sedie e scrivania. Al momento il coordinatore dei Giovani Padani Andrea Tomasini, eletto anche nel direttivo provinciale, preferisce non commentare, ma sembra che abbia già mandato una lettera all’indirizzo di Canton per chiedere lumi sulla vicenda.

Ma questo sembra essere solo l’ultimo di una serie di atti ostili. Nel suo primo giorno di attività Canton si era preso la briga di ricordare a tutte le sezioni l’incompatibilità tra la tessera della Lega Nord e quella dell’associazione Terra Insubre. Un atto assolutamente gratuito, che arriva dopo oltre un anno dalla delibera federale che aveva sancito il principio. Un chiaro avvertimento al maroniano di ferro Andrea Mascetti (che di Terra Insubre è il principale ispiratore) e a tutti quelli che come lui stanno cercando di trovare rifugio nel sottoinsieme leghista. Eppure, su consiglio diretto di Umberto Bossi che lo ha introdotto personalmente in segreteria provinciale, Canton ha assicurato pubblicamente che nella Lega “non sono previste epurazioni di nessun tipo”, sconfessando in questo modo l’esistenza di una lista nera che raccoglierebbe i nomi di 47 militanti da espellere. Quale sarà la prossima mossa?