A Bologna mancava solo lui, il baronetto Paul McCartney, ma alla presentazione del suo concerto del 26 novembre, prima data di un tour europeo che si concluderà a Liverpool, c’erano tutti: dal boss della Virtus Pallacanestro e della Unipol Arena, Claudio Sabatini, che ospiterà il concerto dell’ex-Beatles, agli organizzatori, Mimmo D’Alessandro e Adolfo Galli, leader tra i grandi impresari italiani e internazionali. E poi c’era il sindaco di Bologna, Virginio Merola, il suo assessore alla Cultura Alberto Ronchi e il presidente di BolognaFiere, Duccio Campagnoli.

Rimane un mistero il costo del concerto. L’evento, spiegano i due organizzatori, non avrà contributi pubblici e sarà totalmente a carico dell’agenzia di spettacoli. Totalmente o quasi, visto che BolognaFiere, un ente a maggioranza pubblica, si occuperà, a un costo di circa 20-30 mila euro, della pubblicizzazione dell’evento e soprattutto dell’accoglienza dei tanti giornalisti e addetti ai lavori che potrebbero (secondo gli organizzatori) arrivare da tutto il mondo.

Perché è stata scelta Bologna? Pare sia stata una gran botta di fortuna. L’apertura del tour On the run, che ha già toccato gli altri continenti (ultimo in America ad agosto), sarebbe dovuta toccare a Vienna. Poi qualcosa va storto e si pensa all’Italia. “Noi inizialmente avremmo voluto Napoli ma a Bologna abbiamo trovato la strada spianata”, hanno spiegato D’Alessandro e Galli a fianco a un raggiante Andrea Ronchi, l’assessore alla Cultura del Comune di Bologna appassionato di rock e di punk. “Quello che ha fatto il Comune è creare una serie di sinergie. Le grandi produzioni vengono dove c’è un sistema che funziona” ha detto Ronchi. In particolare a fare la differenza sulla scelta della città sarebbe stata la presenza intorno a Bologna della Unipol Arena, il “palazzo” della pallacanestro situato a Casalecchio di Reno, che con i suoi 13-14 mila posti può quasi competere con i grandi palazzetti mondiali: “Ho acceattato subito di ospitare il concerto, a patto però che fosse la prima data del tour”, ha spiegato Claudio Sabatini, che dopo il fallimento dell’operazione per portare alla Virtus la stella del basket Nba, Kobe Briyant, si è ritrovato da un giorno all’altro un evento epocale tra le mani. Ancora non è chiaro che prezzi abbia fatto agli organizzatori per l’affitto del palazzetto. La promessa di uno sconto, par di capire c’è stata. Bologna poi ha anche un altro “merito” rispetto alle altre date del tour di Sir Paul. Nel capoluogo emiliano ci saranno i prezzi più bassi di tutta la tourneé: appena 120 euro (60 il posto in piedi) contro i 150 di Milano, dove McCartney suonerà il giorno successivo.

Ancora si sa poco sulla scaletta. I brani dei Beatles non mancheranno, così come quelli dei Wings (seconda avventura nella carriera di McCartney con a fianco la prima moglie Linda). Qualche preoccupazione in materia di sicurezza la desta il brano più celebre del McCartney post-Beatles: Live and let die. Durante la canzone infatti ci saranno delle vere proprie esplosioni spettacolari. L’uso degli esplosivi, in molti altri casi, ha messo a serio rischio i concerti del bassista di Liverpool. “Abbiamo già attivato una ditta esperta nel settore che studierà come fare”, spiegano dall’agenzia, e in ogni caso servirà il parere dei Vigili del fuoco.

Un altro pensiero per gli organizzatori potrebbe essere il menù dell’artista. Il catering, che segue i 25 tir in arrivo a Bologna direttamente da Abu Dhabi (dove McCartney suona 10 giorni prima), sarà vegetariano, ma pare che l’autore di Yesterday e Let it be pretenda verdure da terre coltivate in modo particolare.

Intanto Bologna si prepara a ospitare l’evento anche con una serie di iniziative collaterali. Su tutte la presentazione del docu-film di Martin Scorsese su George Harrison, il chitarrista dei fab four, che proprio il 29 novembre 2001, dieci anni prima il concerto del suo collega McCartney.

di David Marceddu e Davide Turrini

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