Wikipedia Italia si ferma. Ed è una mossa straordinaria, che può risultare decisiva per il raggiungimento dell’obiettivo minimo (cancellare il comma ammazza-blog) e potrebbe anche condizionare pesantemente il cammino del Governo verso la riduzione della libertà di stampa, di pensiero e di informazione.

Una sola azione può infatti causare numerosi effetti collaterali per il legislatore.

A. La protesta è internazionale e autorevole, come Wikipedia

Il blocco riguarda solo Wikipedia in lingua italiana (la homepage inglese è consultabile liberamente, anche adesso, così come tutte le altre lingue) ma nessuno potrebbe mai sostenere che questa mobilitazione riguarda solo un territorio e che Wikipedia tutta, da Jimmy Wales agli utenti di tutto il mondo, non condivida le ragioni della protesta. Ragioni, peraltro, che riguardano diritti universali.

L’enciclopedia partecipativa, inoltre, è più che un servizio ed è molto più che un prodotto. Wikipedia non è solo il nome di un’enciclopedia, è l’enciclopedia online in sé, esattamente come la Coca-Cola riassume tutta la varianza dei prodotti a base di cola presenti sul mercato (per cui, talvolta, chiamiamo Coca-Cola persino la Pepsi). E questo è il frutto di anni di lavoro gratuito, spontaneo ed entusiasta di decine di milioni di utenti che ha portato alla creazione di uno strumento di consultazione con quasi la stessa autorevolezza della Britannica, la migliore enciclopedia cartacea al mondo secondo uno studio di Nature che già nel 2005 confrontò la qualità dei due strumenti.

La forza comunicativa e l’autorevolezza internazionale di Wikipedia sono traslati su scala nazionale. Per intenderci, è come se Facebook o Google avessero organizzato una campagna contro una proposta di legge del Governo.

Il movimento d’opinione è però valido anche nel senso opposto. Ed è questo, secondo me, l’elemento che farà la differenza. La protesta nasce in Italia ma è all’interno di un sito a diffusione mondiale, dunque tutto il mondo conoscerà la nostra situazione, le proposte di Berlusconi e gli effetti sull’opinione pubblica italiana del disegno di legge sulle intercettazioni e sui blog. L’opinione pubblica internazionale potrà dunque esercitare forme più o meno esplicite di pressione, in un momento storico in cui l’Italia dipende dagli umori di banche centrali, Stati europei e alleanze globali. Se la Comunità Europea o un leader mondiale dirà la sua, l’Italia dovrà ritirare il provvedimento quasi certamente.

B. La protesta non è colorata politicamente e riguarda tutti

Wikipedia è un bene di consumo. L’enciclopedia è usata da tutti: ricchi e poveri, di destra e di sinistra, giovani e meno giovani. La neutralità dello strumento è, prima di tutto, nel tipo di utenza che lo utilizza. A differenza di molte altre battaglie d’opinione in Italia, che il Governo ha rinchiuso sistematicamente dentro il recinto dell’ideologia (diritti delle donne, diritto all’istruzione, difesa dei beni comuni, persino la mobilitazione degli imprenditori), questa mossa è inattuabile.

Dire che Wikipedia, o chi usa Wikipedia, è di sinistra porterebbe a grasse risate da parte dell’elettorato progressista e uno sdegno rabbioso da parte degli elettori di centrodestra. Oltre a minare ulteriormente la nostra credibilità internazionale.

C. La protesta è di massa

Avete consultato la vostra homepage di Facebook nelle ultime ore? Decine di vostri amici hanno pubblicato il comunicato stampa di Wikipedia. Quando gli utenti della Rete si mobilitano all’unisono per lo stesso obiettivo si può parlare di un meccanismo di autocomunicazione di massa, come lo ha definito Manuel Castells.

Lo abbiamo già visto con il referendum: quando su Facebook si parla di un argomento, tutti insieme, si raggiunge un ‘audience’ superiore a qualsiasi programma televisivo. Quale format raggiungerebbe 15, 20 milioni di spettatori (gli iscritti a Facebook in Italia)? Ai vantaggi della comunicazione di massa si aggiunge però un elemento spiccato di personalizzazione: ogni utente può commentare la notizia, può condividerla come crede, può coinvolgere emotivamente o razionalmente il suo ‘pubblico’, che siano i suoi amici o i suoi elettori.

Complimenti a Wikipedia e alla sua protesta macro-micro, che riguarda le abitudini di ogni individuo e allo stesso tempo riguarda il mondo intero. Ora tocca a noi: facciamo girare la notizia il più possibile, e portiamola fuori dalla Rete.