Da quando le fotocamere sono comparse sui nostri telefonini, siamo diventati tutti un po’ reporter. Adesso che anche i sistemi di geolocalizzazione si vanno diffondendo, abbiamo tutti l’occasione di… combattere l’evasione fiscale. L’idea è venuta a un gruppo di cinque giovani professionisti appassionati di tecnologia che hanno lanciato Tassa.li, un’applicazione da scaricare sul proprio smartphone. Tassa.li è il nome di un dominio registrato in Liechtenstein – da qui il suffisso “.li” – ma soprattutto un gioco di parole che si trasforma in un imperativo: Tassali!

Il funzionamento è molto semplice: una volta scaricata l’app, quando nella vita di ogni giorno ci si trova a effettuare un acquisto senza che venga emesso lo scontrino o la ricevuta fiscale, basta prendere il proprio telefono, aprire Tassa.li e geolocalizzarsi indicando l’importo pagato e la “categoria” dell’attività che ha evaso le tasse (per esempio: “Bar” o “Meccanico”). Sul sito web, quindi, si va componendo una mappa dell’Italia dove sono segnate città per città, strada per strada, le infrazioni. Il sito si va popolando velocemente: le segnalazioni finora sono 3.733 per un totale di 608 mila euro evasi; naturalmente maggiori saranno gli utenti e più efficace sarà il servizio.

Come si passa però da un segnalazione anonima (non è indicato il nome del negozio) alla verifica fiscale? I gestori del sito specificano che loro obiettivo è quello di rendere pubblica una mappa dell’evasione, in modo tale che possa essere a disposizione di chiunque, a partire dalla Guardia di Finanza. Ma qualcuno ci avrà dato un occhiata? Sembrerebbe di no, visto che in un zona periferica di Roma, su Tassa.li è indicato un “Bar” che non rilascia alcuna ricevuta per caffè e cappuccino. E là dietro, a pochi metri, è segnalata anche una caserma della Guardia di Finanza.

Il Fatto Quotidiano, 16 settembre 2011

Il Fatto di Domani - Ogni sera il punto della giornata con le notizie più importanti pubblicate sul Fatto.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Napoli, Berlusconi resta testimone
Lunedì sarà in aula al processo Mills

next
Articolo Successivo

B., una circonvenzione d’incapace

next