Tramonto sul mare. Foto di Fabio PicchiNel soffriggere con olio una cipolla tagliata finemente, abbiate la pazienza di vederla mutare fino al color oro e, solo nell’attimo in cui comincia ad apparire il color rame, aggiungete prima due spicchi d’aglio tritati e, a seguire, rapidamente, quattro filetti di due acciughe sotto sale. Fermate il tutto con due cucchiai di buon pangrattato tostato fino al color nocciola chiaro. Poi, una volta scolate assolutamente al dentone delle linguine, aggiungete, a piacere, pepe macinato grossolanamente e peperoncino, anch’esso macinato ma finemente.

Per gli amici calabresi, e solo per loro, senza variare le dosi che sono per due persone che vogliono mangiare tre etti di pasta, aggiungere, insieme ai filetti di acciuga, un etto di ‘nduja. Nel primo caso chiamerete però la ricetta “linguine alla Dudda”, nel secondo “alla Diego”. Una sventagliata di buon basilico, strappato a piccoli pezzi con le mani, è d’obbligo in tutte e due i casi. Se il tutto dovesse risultare troppo asciutto, aggiungete abbondante buon olio a crudo.

La speranza in un mondo migliore, anche se privi di fede, tornerà in voi.

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