Karima El Mahroug, in arte Ruby Rubacuori, per la quinta volta cambia avvocato. La giovane marocchina, parte offesa nel processo a carico di Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile, ha lasciato l’avvocato Egidio Verzini, che la assisteva da alcune settimane, ed è tornata a farsi rappresentare dal suo precedente legale, l’avvocato Paola Boccardi. Prima di loro a occuparsi di Ruby erano stati Luca Giuliante, ex tesoriere del Pdl Lombardo, nonché ex difensore di Lele Mora – anche lui imputato nel Rubygate per induzione alla prostituzione anche della ragazza quando era minorenne – e il noto penalista Massimo Dinoia che, dopo aver trovato il suo nome associato a un presunto passaggio di denaro in un appunto sequestrato a casa di Ruby, immediatamente ha rinunciato al mandato.

A comunicare la ‘rottura’ è lo stesso avvocato Verzini, del Foro di Verona, il quale spiega che “non essendo state condivise dalla cliente le impostazioni e le modalità difensive proposte è venuto meno il rapporto di fiducia con conseguente interruzione del mandato”. Ruby, ha aggiunto il legale, “si è quindi rivolta nuovamente alla collega Paola Boccardi”.

La marocchina alcune settimane fa, dopo l’inizio del processo al premier, aveva lasciato proprio l’avvocato Boccardi (a cui si era rivolta a febbraio), del foro di Milano, e si era rivolta a Verzini. Nelle ultime udienze del processo al premier e in quelle del procedimento a carico di Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti, l’avvocato Verzini, a chi gli chiedeva se Ruby si sarebbe costituita parte civile per chiedere i danni, aveva sempre risposto con dei “vedremo, stiamo valutando”. E proprio per comunicare alcune novità sulla “strategia processuale”, il legale e la ragazza avevano organizzato una conferenza stampa che avrebbe dovuto tenersi a Illasi (Verona), venerdì prossimo 22 luglio. Conferenza che, a questo punto, non si terrà più.

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