La Pulce diventa d’oro quando accarezza il pallone con la maglia blaugrana e il Barcellona incanta il mondo. La poesia del calcio di Maradona rivive con Lionel Messi, ma poi che succede quando invece indossa la maglia della nazionale argentina?

Forse è davvero impossibile portare sulle spalle quel 10 che fu di Maradona, forse una sorta di maledizione del dio del calcio, quello che ci mise la mano, non consente a nessuno di farlo e incantare ancora. Così Messi, considerato da tutti il più forte calciatore in circolazione, falisce prima l’appuntamento mondiale sudafricano la scorsa estate, proprio con Maradona in panchina da ct. E in questi giorni gira a vuoto in “Copa America“, irriconoscibile, nessun guizzo, niente poesia, genio e mito ridotto a un “10” argentino come un altro, come un Ortega qualsiasi, niente di più.

Quella maglia, quel numero 10… Messi ha ancora qualche partita in “Copa” per spezzare l’incantesimo, per vincere la maledizione e se potesse, è certo, venderebbe l’anima al diavolo per segnare con la mano di Dio.

La mano di Dio


genio, genio, genio, tà tà tà… goooooooool

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