La motonave 'Rosalia D'Amato' sequestrata nel Corno d'Africa

Stanno tutte bene le 21 persone dell’equipaggio della motonave italiana “Rosalia D’Amato”, attaccata e sequestrata dai pirati mentre navigava nel mare Arabico, a circa 320 miglia a sud dell’Oman e a 300 a est dell’isola di Socotra. La nave, partita dal Brasile, ha a bordo anche sei italiani.

”Sono riuscito ad avere notizie circa tre quarti d’ora fa parlando con il comandante Orazio Lanza. Mi è stato riferito che stavano tutti bene poi la telefonata si è interrotta bruscamente”, ha dichiarato il comandante Carlo Miccio, della “Perseverenza Navigazione”, cui fa capo la nave “Rosalia D’Amato” sequestrata nella notte dai pirati.

“Ci siamo già messi in contatto con i familiari del personale a bordo, composto da 21 persone di cui 6 italiani (quattro sono della Campania e due della Sicilia)”, ha aggiunto il comandante Miccio.

“Subito dopo l’interruzione delle comunicazioni con il comandante Lanza – ha detto ancora Miccio – mi sono messo in contatto con la Farnesina e con il Centro di Coordinamento di Roma”.

I pirati, che hanno attaccato la motonave intorno alle 4 del mattino (ora italiana) con due barchini, sono attualmente a bordo della nave italiana che era diretta in Iran.

La motonave è della società armatrice di Napoli “Fratelli D’Amato”, la stessa proprietaria della petroliera Savina Caylyn, anch’essa caduta nelle mani dei pirati. Quest’ultima nave, un bestione da 105 mila tonnellate, con 21 persone a bordo, 5 italiani e 17 indiani, venne attaccata e sequestrata l’8 febbraio scorso quando si trovava in pieno Oceano Indiano.

La “Rosalia d’Amato” viene costantemente monitorata e seguita a distanza dalla nave militare turca “Giresun” facente parte della coalizione internazionale impegnata nella missione “Atlanta” contro la pirateria.

L’allarme è scattato alle 4,15 attraverso un impulso inviato con il sistema “SAS” installato a bordo della nave. L’abbordaggio è avvenuto a circa 320 miglia dalle coste dello stato dell’Oman ma in acque yemenite. Il comando di bordo della “Rosalia D’Amato” ha confermato che si è trattato di un attacco da parte dei pirati, circa una ventina, suddivisi in due barchini veloci.

La “bulk carrier” “Rosalia D’Amato” della Perseveranza Navigazione, con sede a Napoli, in piazza Municipio, è stata costruita nel 2001 nei cantieri cinesi di Hudonag. Ha una stazza di 74.500 tonnellate e una velocità massima di 14 nodi.

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