Fabrizio Cicchitto non ne può più della Bindi e così ha preso carta e penna e ha chiesto al presidente Fini di prendere provvedimenti contro quella insolente della Rosy che, stando al prode Fabrizio, gli avrebbe mancato di rispetto. Cosa ha combinato quella impertinente della vice presidente della Camera? Una cosa davvero terribile che, quasi quasi, ci vergogniamo persino a riferire.

Durante l’intervento del presidente dei deputati berlusconani, Cicchitto per l ‘appunto, allorquando il venerabile Fabrizio ha osato citare Aldo Moro, dai banchi delle opposizioni si è alzato il composto grido di P2, P2, più che una invettiva, un dato di cronaca. Al coro si sarebbe aggiunta anche Rosy Bindi.

Apriti cielo, già Rosy è odiata dal capo, figuriamoci dai suoi imitatori! Così Cicchitto ha chiesto a Fini di assumere i conseguenti provvedimenti disciplinari. In attesa che il presidente della Camera decida se ricorrere alle frustate, oppure allo stiramento delle ossa, vogliamo, tuttavia, cogliere l’aspetto positivo di questa impennata di sdegno morale che ha scosso Cicchitto. Se il coro P2, P2, lo ha così profondamente offeso, significa che forse quella iscrizione non vi è mai stata, che Licio Gelli lo ha inserito a sua insaputa negli elenchi della vergogna, che anche lui sente quel grido come un marchio d’infamia. Finalmente una bella e commovente notizia!

Allora perchè non querela Rosy Bindi per averlo diffamato, anzi perché non ci querela tutti, anche io ho partecipato al coro per esempio, e non chiede al tribunale di decidere se quell’urlo possa essere definito diffamatorio o più semplicemente una banale constatazione, un dato di pura cronaca?

Ci quereli tutti, e stia sereno che rinunceremo volentieri alla immunità parlamentare, non chiederemo neppure le prescrizione breve, non contesteremo neppure il processo lungo, ci basta solo che, prima o poi, arrivi la sentenza di un tribunale.

Quella politica e storica sulla loggia P2 è già stata data da un pezzo e nessuno, neppure Cicchitto, neppure il suo capo supremo, riusciranno più a ribaltarla, e dunque quel coro continuerà ad accompagnarli sino all’ultimo giorno della loro avventura umana.

L’odio che hanno per Rosy Bindi è lo stesso che hanno sempre covato per Tina Anselmi, due donne che non si sono mai piegate alle lusinghe degli incappucciati delle logge deviate e dei loro adepti, di ieri e di oggi, che per altro coincidono.

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