I moduli prestampati nascondono insidie dolorose. L’altro giorno è arrivata in casa nostra una comunicazione della Sogei, la società di “Information and Communication Technology” legata al ministero dell’Economia, indirizzata a mia figlia, Rosa Di Blasi, di giorni 28. E’ la prima lettera che riceve.

“Gentile Rosa Di Blasi”, le scrivono il direttore dell’Agenzia e il Presidente Sogei (le firme prestampate sono messe in calce al fondo della missiva, ancorché, come si conviene, illegibili). Pensando sia una bimba prodigio e che sappia per ciò stesso leggere, nell’inviarle la sua prima tessera sanitaria plastificata, le spiegano che “la presente” è “emessa ai sensi dell’articolo 50 del decreto-legge 269/2003 convertito, con modificazioni, dalla legge 326/2003”. Pare sia importante che la neonata conosca le fonti del diritto per cui ha ottenuto l’iscrizione al servizio sanitario nazionale. Le spiegano che “la presente” vale anche come codice fiscale, e che “il retro della tessera, se impostato con i suoi dati, ha validità di TEAM (Tessera Europea di Assicurazione Malattia)”.

Poichè immaginano di trovarsi davanti una bimba decisamente sveglia per il suo mese di vita, chiedono infine la sua collaborazione: “La invitiamo a verificare i dati anagrafici in essa contenuti: qualora riscontri degli errori, potrà rivolgersi ad un qualsiasi ufficio dell’Agenzia delle Entrate per la correzione”. “Per ogni chiarimento”, d’altronde, potrà “telefonare al numero 800.030.070”.

Quando saprà parlare, immagino.

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