Iran, Palestina e pace in Medio Oriente. Di questo ha parlato Barack Obama nel suo discorso all’Assemblea generale dell’Onu. Assente la delegazione israeliana. Non per un boicottaggio, come si è pensato in un primo momento, ma perché oggi cade la festa ebraica di Sukkot che impone l’astensione da ogni attività lavorativa.

Dalla Casa Bianca è arrivata un’apertura al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad: “L’Iran deve dimostrare al mondo l’intento pacifico del suo programma nucleare – ha detto Obama -. Le porte della diplomazia restano aperte al dialogo. Ma Teheran deve dimostrare però il suo impegno”.

Obama ha poi parlato della pace in Medio Oriente. La sua speranza è che entro un anno Israele e Palestina arrivino a un accordo che preveda la nascita di uno stato palestinese. “Questa volta – ha detto il presidente Usa – dobbiamo cercare il meglio dentro noi stessi. Se lo facciamo, quando torneremo il prossimo anno, potremo avere un accordo che ci porterà un nuovo membro delle Nazioni Uniti: uno stato indipendente di Palestina, che vive in pace con Israele”. Il presidente Usa ha esortato il governo israeliano a estendere la moratoria sui nuovi insediamenti di coloni in Cisgiordania, che “ha creato una situazione diversa nella regione e migliorato l’atmosfera dei colloqui. Siamo anche convinti – ha detto – che i colloqui di pace dovrebbero andare avanti fino al completamento. È giunto il momento perché le parti si aiutino reciprocamente a superare questo ostacolo”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Cina e Giappone, sotto la crisi c’è il petrolio

prev
Articolo Successivo

Gli ayatollah condannano a morte
il padre dei blogger iraniani

next