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Giulio Marshall e i dindi

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La foto pubblicata da molti giornali, alquanto espressiva, mostra la carezza affettuosa dell’on. Miccichè, forzista della prima ora, al ministro Tremonti che discorre amabilmente con Lombardo presidente della Regione Sicilia. Ora, per chi non lo sapesse tra Lombardo e Miccichè da una parte e Tremonti dall’altra si era scatenata nella ultime settimane una polemica durissima che aveva come oggetto i ‘dindi‘. Ovvero l’erogazione di fondi cospicui al Sud e soprattutto alla Regione Sicilia che Tremonti aveva cercato di mettere sotto controllo alla luce del pessimo uso che se fa tra sperperi e clientele. Vistosi sfuggire l’osso Lombardo e Miccichè hanno minacciato la scissione dal Pdl evocando un partito del Sud separatista e non più controllato da Papi Silvio. Adesso l’affettuosa carezza ci dice che il sereno è tornato visto che sulla spartizione dei ‘dindi‘ questa gente qui un accordo, alla fine, lo trova sempre. Infatti il cosiddetto ministro inflessibile dell’economia ha subito escogitato un piano Marshall per il Sud che consente al duo siciliano di incamerare 4,3 miliardi di euro. Abbracci, baci e tutti al mare.

I ladri di Pisa
Davanti a questa ennesima sceneggiata dei berluscones fa tenerezza rileggere le dichiarazioni speranzose dei tanti che nel Pd avevano immaginato chissà quali rotture disastrose nel Pdl arrivando a profetizzare crisi di governo con pensionamento definitivo di Papi, finalmente a tempo pieno tra le braccia delle sue squillo. La fine imminente del berlusconismo è una favola che, a sinistra, i professionisti della politica si (e ci) raccontano periodicamente mettendo a punto complicate strategia per il ‘dopo’. Un ‘dopo’ che, tuttavia, si manifesta sempre un po’ peggio del prima. Con il Pd che assiste serenamente alla fuoriuscita di milioni di voti. Mentre i ladri di Pisa continuano a litigare di giorno per poi spartirsi il bottino di notte.

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