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Giulio Cavalli Giulio Cavalli

Giulio Cavalli

Autore, politico e scrittore

Giulio Cavalli nasce a Milano nel 1977. Nel 2001 fonda la compagnia Bottega dei Mestieri Teatrali. Firma il testo e la regia delle prime produzioni Il cantafavole muto, Tetiteatro e un chicco di caffè, Carro poetico, Pulvere de Katabatù e Filo spinato. Nel 2006 Paolo Rossi, che cura la supervisione artistica di Kabum!..come un paio di impossibilità!, spettacolo sulla Resistenza in Italia – lo spinge a salire sul palco, segnando l’inizio della sua vita di “narratore”. Nello stesso anno mette in scena (Re) Carlo (non) torna dalla battaglia di Poitiers, giullarata in occasione del quinto anniversario della morte di Carlo Giuliani, che debutta in Piazza Alimonda a Genova scelta da Giuliano e Haidi Giuliani per l’iniziativa “Per non dimentiCARLO”. Il 18 dicembre 2007 debutta al Piccolo Teatro di Milano Linate 8 ottobre 2001: la strage, scritto insieme al giornalista Fabrizio Tummolillo. Un monologo sull’incidente aereo costato la vita a 118 persone. Nel settembre del 2007 al Teatro dell’Elfo di Milano la prima di Bambini a dondolo, dramma sul turismo sessuale infantile. Il 27 marzo 2008 è stata presentata al Teatro alle Vigne di Lodi l’anteprima di Do ut Des, spettacolo teatrale su riti e conviti mafiosi, coprodotto dal comune di Lodi e dal comune di Gela, con la collaborazione della casa memoria “Felicia e Peppino Impastato” ed il Centro Siciliano di Documentazione “Giuseppe Impastato”. Proprio durante la stesura di questo lavoro, Giulio Cavalli intesse rapporti di collaborazione con Rosario Crocetta, sindaco di Gela, e con il magistrato Antonio Ingroia. Inizia il suo incessante lavoro di informazione e sensibilizzazione sul fenomeno della criminalità organizzata. Nel 2008 ha debuttato Primo L. 174517 liberamente ispirato alla versione drammatica di Se questo è un uomo di Primo Levi e Pieralberto Marchè, progetto coprodotto dalla Regione Lombardia- Next. Nel giugno 2009 debutta al Teatro Augusteo di Napoli con L’Apocalisse rimandata Ovvero benvenuta catastrofe di Dario Fo e Franca Rame, coprodotto dal Napoli Teatro Festival Italia e con il sostegno di Next. Sempre nel 2009 va in scena A cento passi dal Duomo scritto con Gianni Barbacetto direttore dell’Osservatorio milanese sulla criminalità organizzata al Nord (Omicron). Lo spettacolo è “una ninna nanna dolce per un risveglio brusco di quella Lombardia che si crede immune dalla mafia”, come è descritto dallo stesso Cavalli. Con A cento passi dal Duomo Cavalli analizza le infiltrazioni criminali al Nord con particolare attenzione a Milano e all’hinterland. Il suo lavoro incessante sulle problematiche legate al fenomeno della criminalità organizzata lo portano a partecipare a vari convegni e conferenze, nonché a portare la sua testimonianza nelle scuole. Dalla stagione 2007-2008 Giulio Cavalli è, inoltre, direttore artistico del Teatro Nebiolo, a Tavazzano con Villavesco (LO). Nel dicembre 2009 è stato ricevuto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che gli ha portato la propria solidarietà per la vita sottoscorta a causa delle minacce ricevute da cosche mafiose. L’ultimo lavoro, Nomi, cognomi e infami è stato presentato nel dicembre 2009 nell’ambito del festival Teatri della Legalità (progetto della Regione Campania), uno spettacolo che narra di storie di mafia, camorra, soprusi e ingiustizie ma anche di persone che hanno scelto di non piegarsi agli uomini d’onore. Nel gennaio 2010, è stato premiato a Catania con il premio Pippo Fava dedicato al giornalista scomparso. Sempre in gennaio è diventato cittadino onorario del Comune di Tavazzano con Villavesco per il suo impegno per la legalità. Il 26 gennaio 2010 ha ricevuto nella sala del Consiglio Provinciale di Milano il premio Campione della Cultura dell’anno. E’ autore dei libri Linate 2001: la strage e Fronte del palco.

Alle elezioni regionali 2013 è candidato alla carica di consigliere regionale lombardo con Sinistra Ecologia Libertà

Blog di Giulio Cavalli

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Media & Regime - 22 settembre 2013

Feltri, Fiorello e il vizietto della macchina del fango

Ho letto con ribrezzo le parole di Vittorio Feltri (non riesco, per ecologia lessicale, a chiamarlo giornalista) su Fiorello in difesa del padrone Silvio Berlusconi e del suo videomessaggio. La vicenda è semplice come una litigata alle scuole elementari: Fiorello decide di mettere online una parodia del videomessaggio di Silvio Berlusconi e Feltri risponde parlando […]
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Società - 11 febbraio 2013

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