Gherardo Colombo, 71 anni, zainetto in spalla, sembra un ragazzo che da grande farà il magistrato. Incontra a Parma 500 studenti, ospiti di Borgo Lab, il laboratorio di cittadinanza attiva. Gira l’Italia dal 2007, rifiuta vanità televisive, va nelle scuole testimone instancabile di legalità. Due anni di lista d’attesa per averlo, tempo che vale la pena attendere. Non chiede compenso. A pranzo: un gelato.

Ha smesso di fare il magistrato perché stanco di fare l’idraulico: inutile aggiustare il rubinetto (della giustizia) quando è a monte che occorre intervenire. E la democrazia è un patrimonio fragile: “Non esiste democrazia se non esiste nelle persone la consapevolezza del concetto di libertà, poiché questa è spesso interpretata col diritto di prevaricare”.

Le domande, le sue risposte, ci mette un attimo a entrare in sintonia col pubblico, ragazzi delle superiori che spesso applaudono (e i giovani non ti regalano questi tributi) perché si sentono capiti. Si muove a suo agio, con l’entusiasmo di chi fa con passione e non si risparmia. Si ferma, poi riprende, senza mai perder il filo e senza, mai, dimenticare di scherzare coi ragazzi. Altro che talk show con l’applauso d’ordinanza: cinquecento ragazzi assistono alla buona notizia, in carne ed ossa, di una Italia migliore.

“Perché in storia non si arriva mai alla fine del programma? Conoscerete i nomi dei sette re di Roma, ma la scuola non vi insegna l’Art. 1 della Costituzione! Cosa ci importa dei 7 re di Roma?”. Il riferimento è a una scuola che sia realmente fondata sul dare strumenti per capire l’attualità e contribuire a futuri cittadini capaci e consapevoli. “Tutto ciò che è avvenuto prima della vostra nascita è storia, ciò che viene dopo è cronaca. Fosse per me insegnerei la storia al contrario: imparo ciò che è accaduto ieri e poi vado a ritroso per capire cosa l’ha generato. Perché migliaia di esseri umani in fuga? Vendere armi ai loro paesi di provenienza sicuramente non li agevola. Forse non siamo senza colpa. E’ l’importanza di conoscere i percorsi e di informarsi”.

Gli chiedono se non stiamo assistendo a una deriva democratica. Risposta “Stiamo assistendo o stiamo facendo?”. Essere spettatori ci può rendere protagonisti della deriva e stare a guardare ha il peso della responsabilità della colpa.

Colombo non sta fermo un attimo: parla, incalza, incanta. Un giovane, microfono alla mano, si appresta a raccogliere le domande dalla platea. L’uomo lo ferma “Cosa fai? Faccio io!”. Ancora applausi. L’ex magistrato va incontro e si mischia ai ragazzi, non è di quelli che “largo ai giovani e non si scansa”, ma di quelli che affianca e passa il testimone. Ascoltare quest’uomo ti dà fiducia, ma devo scappare a prendere i figli a scuola, ai quali posso raccontare di un uomo che si chiama Colombo: non avrà scoperto l’America ma ci fa riscoprire che l’Italia può essere meglio di come la stiamo lasciando.

Foto tratta dall’album della pagina FB del Borgo Lab