La procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio della sindaca M5s Virginia Raggi per l’accusa di falso in atto pubblico nell’ambito dell’inchiesta sul cosiddetto “pacchetto nomine” e in particolare per la nomina alla direzione del Turismo in Campidoglio di Raffaele Marra. I magistrati hanno, invece, sollecitato l’archiviazione per la duplice accusa di abuso d’ufficio, ovvero per la nomina appunto di Marra e per quella di Salvatore Romeo. Per lo stesso motivo di quest’ultimo caso, è stata chiesta l’archiviazione anche per gli ex sindaci Gianni Alemanno e Ignazio Marino.

Richiesta di rinvio a giudizio per falso – Il falso è contestato per la nomina di Renato Marra, fratello di Raffaele già a processo per corruzione e arrestato il 16 dicembre scorso. A Raggi i pm contestano il falso documentale senza l’aggravante prevista dall’articolo 61 numero 2 del codice penale, di aver commesso il reato per eseguirne o occultarne un altro, ovvero l’abuso di ufficio per il quale è stata chiesta l’archiviazione. Nel fascicolo, la sindaca è finita sotto indagine per aver dichiarato alla responsabile anticorruzione del Campidoglio, di aver deciso, lei da sola, ogni dettaglio di tale scelta, senza consultare l’allora capo del personale del Comune Raffaele Marra, fratello di Renato. Questa circostanza è smentita dalle chat, tra la sindaca e l’ex capo del personale, nelle quali Raggi rimprovera al suo strettissimo collaboratore di averla “messa in imbarazzo” per aver scelto il fratello Renato senza consultarla. Nell’ambito della stessa indagine viene chiesto il processo, per abuso di ufficio, a Renato Marra, già a giudizio per corruzione insieme all’imprenditore Sergio Scarpellini.

Richiesta di archiviazione per abuso d’ufficio – La richiesta di archiviazione per abuso d’ufficio riguarda invece la nomina di Romeo che, nell’estate del 2016, di fatto triplicò lo stipendio all’ex capo della segreteria politica della sindaca, da 39mila euro lordi l’anno, a 110mila, scesi successivamente a 93mila dopo l’intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione. I pm Ielo e dall’Olio hanno definito “non corretta” la procedura con cui è stato promosso Salvatore Romeo, che gli ha procurato “un ingiusto vantaggio patrimoniale”, ma hanno dichiarato che questa non è stata eseguita con “dolo”. E dunque chiedono l’archiviazione. Nel fascicolo entrano anche le tre polizze sulla vita che Romeo intestò alla prima cittadina, del valore complessivo di 41mila euro. In questo caso, i magistrati chiedono l’archiviazione sia per Raggi, sia per Romeo, entrambi indagati per concorso in abuso d’ufficio.

La chiusura indagini a giugno scorso – La sindaca aveva ricevuto l’avviso di garanzia il 24 gennaio scorso ed era stata interrogata lo scorso 2 febbraio per oltre otto ore. Per la sindaca grillina le indagini erano state chiuse lo scorso 20 giugno. La procura di Roma aveva chiesto l’archiviazione della posizione della Raggi nell’ambito dell’inchiesta sulla nomina di Marra per quanto riguarda l’abuso d’ufficio. Chiesta all’epoca anche l’archiviazione per l’accusa, sempre di abuso di ufficio, a carico della prima cittadina M5s in riferimento alla nomina di Carla Raineri a capo di Gabinetto. I magistrati di piazzale Clodio, pur ritenendo quella scelta non legittima e non in linea con alcuni pronunciamenti dalla Corte dei Conti, hanno valutato insussistente l’elemento soggettivo del reato. La polemica sullo stipendio della Raineri scoppiò poco prima di Ferragosto.

Una nomina che era arrivata dopo i veleni legati al conferimento dell’incarico: in un primo momento il candidato in pectore era Daniele Frongia, poi si era parlato di Daniela Morgante, sponsorizzata dalla deputata Roberta Lombardi. Alla fine però la sindaca Raggi aveva scelto di puntare sull’ex giudice della corte d’Appello di Milano, già chiamata dall’ex commissario Francesco Paolo Tronca a capo dell’anticorruzione del comune di Roma. Carla Raineri si dimise appena un mese dopo. Il fascicolo sulla sua nomina aveva preso il via a seguito dell’esposto presentato il 2 settembre 2016 da Fratelli d’Italia, che chiedeva chiarimenti in relazione alla nomina e alla congruità del suo compenso, pari a 193mila euro l’anno.

La richiesta di archiviazione per abuso d’ufficio per Alemanno e Marino – La procura ha chiesto l’archiviazione anche delle indagini per abuso di ufficio a carico degli ex sindaci Ignazio Marino e Gianni Alemanno in merito ad alcune nomine da loro effettuate quando erano in Campidoglio. Le indagini a carico dei due ex sindaci, sarebbero da archiviare per ‘difetto dell’elemento soggettivo’, ovvero: in teoria non si poteva fare ma di fatto una serie di prassi e precedenti permettevano tali procedure nelle nomine. Per lo stesso motivo è stata chiesta l’archiviazione dell’indagine sulla nomina di Salvatore Romeo, e per le stesse ragioni venne chiesta, tempo fa, l’archiviazione del fascicolo sulla nomina di Carla Raineri, sempre a carico della sindaca pentastellata.