Siae ricambia l’impegno del ministro della cultura Dario Franceschini a mantenere il monopolio sul diritto d’autore. E ingaggia come responsabile della comunicazione Andrea Ettorre, un ex dirigente MiBACT, attualmente in forze all’ufficio stampa del comune di Firenze. Un uomo che negli ultimi otto anni della sua vita professionale (tredici in tutto) ha trascorso più tempo all’ombra del Pd che non in azienda, passando dal dicastero di Franceschini agli uffici del successore di Matteo Renzi a Palazzo Vecchio, Dario Nardella. La decisione di puntare su Ettorre è stata presa senza grandi clamori nel consiglio di amministrazione dello scorso 13 settembre.

Classe 1978, con una laurea in economia e commercio, nella sua vita fuori dalle istituzioni, Ettorre ha sviluppato competenze più sul marketing che nella comunicazione. In Deloitte, appena laureato nel 2004, si occupava di analisi di modelli di gestione della domanda per Telecom Italia. Poi è sbarcato alla Saatchi & Saatchi, agenzia di cui il padre Paolo, celebre pubblicitario scomparso nel 2007, nel 2002 era stato nominato numero uno in Europa, incarico più alto ricoperto da un pubblicitario italiano all’interno di un network internazionale. Nella sede di Londra dell’agenzia, Andrea svolgeva il supporto tecnico e analitico alle campagne pubblicitarie di T-Mobile International. Nei pochi mesi in Publicis Vienna, sempre per la compagnia telefonica T-Mobile, si è invece occupato di comunicazione e promozione, mentre a Francoforte per Saatchi & Saatchi ha organizzato la strategia dei pannolini Pampers. Tutti incarichi che sono durati complessivamente cinque anni prima di approdare al MiBACT e, poi, al comune di Firenze, crescendo all’ombra del Pd.

Ecco perché qualcuno ha voluto vedere nell’incarico una sorta di captatio benevolentiae della Siae nei confronti del ministro della cultura. Ma per l’ente guidato da Filippo Sugar, Ettorre “che inizierà la sua attività in Siae a far data dal primo novembre prossimo, è stato scelto quale responsabile della comunicazione di Siae a seguito di un attento processo di selezione”. Nulla avrebbe a che vedere con la partita che Siae ha in corso per mantenere il suo dominio sul mercato dei diritti d’autore. Eppure siamo ormai ad una fase decisiva per il settore: l’Italia ha recentemente introdotto la direttiva Barnier (26/2014) che prevede l’apertura del mercato dei diritti d’autore. Ma è stata anche richiamata all’ordine da Bruxelles che non avrebbe escluso la procedura d’infrazione se non parte una seria liberalizzazione.

Tuttavia Franceschini avrebbe preso tempo cercando una soluzione che salvi capre e cavoli. La quadra sulla questione è stata trovata a Venezia in un incontro con la nuova commissaria al digitale Mariya Gabriel. Lo ha riferito lo scorso 6 settembre una nota del MiBACT che si è impegnato a “proporre al Parlamento una norma che permetta ad altri organismi di gestione collettiva di operare in Italia purché rispettino – come SIAE – i requisiti previsti dal Decreto legislativo 15 marzo 2017, n. 35”. E cioè “siano senza scopo di lucro e/o controllate dai propri associati – autori ed editori”, non discriminatori nei confronti degli associati e trasparenti nei bilanci, nelle tariffe e nelle adesioni. In buona sostanza, se dovesse passare, questa soluzione consentirà a Franceschini di realizzare il pluralismo richiesto da Bruxelles con una liberalizzazione a metà che taglia fuori le aziende private. Al momento la proposta non è stata ancora formalizzata, ma Franceschini potrebbe spingere per farla entrare nella prossima legge di Bilancio. Intanto per Siae meglio prepararsi ad una nuova stagione. Con un ex uomo di Franceschini e di Nardella alla comunicazione.

Riceviamo e pubblichiamo la seguente precisazione del presidente della Siae

Egregio direttore,
leggo il pezzo a firma di Fiorina Capozzi e Gaia Scacciavillani sulla nomina del direttore Comunicazione di Siae e rimango costernato dalle odiose quanto insensate congetture che le giornaliste hanno messo insieme.
Il Consiglio di gestione Siae ha deciso di affidare al dottor Ettorre, giovane professionista formatosi nel settore privato con esperienze di lavoro in Italia e all’estero, la comunicazione di Siae al termine di un processo di selezione nell’ambito del quale sono stati intervistati 4 candidati di valore; la scelta è ricaduta sul dottor Ettorre non certo per la sua permanenza al Mibact, dove per altro fu assunto dal direttore generale Resca sotto il Ministro Galan (e non rinnovato dal Ministro Franceschini al suo arrivo), ma per il suo valore professionale.
Mi perdoni, ma adombrare che “Siae ricambi l’impegno di Franceschini….”  è inutilmente volgare e insensato. Non si capisce infatti quale contropartita ci sarebbe per il Ministro Franceschini che, probabilmente, non ricorda nemmeno di non aver rinnovato il contratto al dottor Ettorre giunto al termine naturale dopo qualche mese dal suo insediamento come Ministro della cultura.
Non voglio addentrarmi nelle valutazione sulle tematiche del diritto d’autore che le giornaliste trattano , a mio modo di vedere, in maniera parziale e certamente non obbiettiva.
Con questa mia le voglio esprimere tuttavia la mia frustrazione nel leggere ancora una volta una evidente strumentalizzazione di vicende del tutto estranee al dicastero della cultura, e parimenti estranee al diritto d’autore per il quale mi sono sempre battuto, anche portando in Siae professionalità che potessero continuare a migliorarla.
Cordiali saluti
Filippo Sugar
Presidente Siae

Ringraziamo Filippo Sugar per la dettagliata e cortese precisazione che, tuttavia, nonostante la nostra richiesta precedente alla pubblicazione, poco dice dei criteri che hanno portato il cda, per altro da mesi in regime di prorogatio, alla scelta di affidare la comunicazione dell’ente a un giovane pubblicitario che si contraddistingue essenzialmente per un’esperienza quinquennale al Mibact, ministero deputato alla vigilanza sulla Siae.
F.C. e G.Sc.