Il complotto o golpe che dir si voglia, evocato da Matteo Renzi e dai suoi dopo le dichiarazioni al Csm del procuratore Lucia Musti sugli incontri con il maggiore Giampaolo Scafarto e il capitano Ultimo? “Non esageriamo”. L’ex premier Romano Prodi, intervistato da Massimo Giannini a Radio Capital, ha detto che dal suo punto di vista “la frammentazione del paese è il vero problema, non il complotto. Sicuramente ci sono dei casi ma non esageriamo, l’Italia è un Paese dalla democrazia sicura, non esageriamo”.

La Musti durante l’audizione tenuta il 17 luglio scorso ha riferito che Scafarto e Ultimo le dissero: “Se vuole, ha una bomba in mano. Lei può far esplodere la bomba. Scoppierà un casino”. Il riferimento era al fascicolo sulla coop Cpl Concordia e alle intercettazioni sull’intenzione dell’imprenditore Alfredo Romeo di stipendiare Tiziano e Russo. De Caprio nega di aver “mai parlato di Matteo Renzi con la dottoressa Musti o con altri” e domenica ha chiesto un confronto pubblico. Scafarto, che era già indagato per falso, si definisce invece un “operaio dello Stato” e smentice l’esistenza di un piano ai danni dell’ex premier.

Renzi ha detto di non voler utilizzare la parola complotto perché “non dimentico di essere un esponente delle istituzioni”, ma ha aggiunto che “se un Carabiniere falsifica prove, se un agente dei servizi segreti si intrufola dove non dovrebbe e c’è chi usa un presunto scandalo contro un esponente delle istituzioni, la verità prima o poi arriva. Hanno provato a colpire me ma verrà colpito chi ha tradito il senso dello Stato”.