Wifi gratuito negli spazi pubblici: è il sogno di studenti, lavoratori e in generale utenti che trascorrono molto tempo fuori casa. E che vogliono poter rimanere connessi senza spendere un patrimonio. Ora il sogno potrebbe concretizzarsi grazie al progetto WiFi4EU, approvato in via definitiva dal Parlamento Ue con 582 voti favorevoli, 98 contrari e 9 astensioni.

Il progetto si propone di creare oltre 6mila zone wifi gratuite negli spazi pubblici delle città europee. Saranno gli enti pubblici interessati a dover far domanda all’Ue. Potranno aderire amministrazioni, biblioteche, ospedali e altre strutture pubbliche. I fondi per la realizzazione della rete wifi, fanno sapere dall’Ue, saranno distribuiti sulla base dell’ordine di arrivo delle richieste ma anche in maniera “geograficamente equilibrata”, in modo da non favorire eccessivamente un Paese e sfavorirne un altro. L’ente pubblico che vorrà ottenere i fondi dovrà coprire i costi operativi della rete per almeno tre anni e offrire agli utenti una connessione gratuita, sicura e a cui sia facile accedere. Saranno scartati i progetti in aree con offerte analoghe (gratuite) pubbliche o private. L’accesso alla rete deve essere fornito nelle lingue dello stato interessato, ma, se possibile, anche in altre lingue ufficiali dell’Unione.

Il progetto potrebbe rivelarsi particolarmente utile per l’Italia, dove il wifi pubblico ha ancora una copertura bassa. A luglio di quest’anno il governo ha lanciato WiFi Italia, un’app voluta dai ministeri dello Sviluppo economico e dei Beni culturali e Turismo e dall’Agenzia per l’Italia digitale, che integra le reti free wifi pubbliche già esistenti permettendo di accedere a tutte con un solo identificativo. La funzione, però, è disponibile prevalentemente solo al centro-nord e connettersi agli hotspot non è sempre facile.

Con WiFi4EU l’Unione europea fa un ulteriore passo verso la rivoluzione digitale spinta da Commissione e Parlamento Ue. A giugno di quest’anno è entrato in vigore lo stop al roaming nei Paesi membri: dal 15 giugno chiamate, sms e dati costano all’estero come a casa per chi viaggia all’interno dei confini Ue. Almeno sulla carta.