La prima stima complessiva, anche se ancora provvisoria, parla di 45 morti. Tante sarebbero le vittime – tra Usa, Cuba e Antille – del passaggio dell’uragano Irma, ora declassato a tempesta tropicale. Sette le persone che hanno perso la vita in Florida, 10 a Cuba e 28 (o, secondo altre stime, 26) nelle isole caraibiche di Saint Martin, Saint Barthélemy, Antigua e Barbuda, le più colpite dal ciclone.

L’ultimo dato arrivato è quello che riguarda Cuba: la maggior parte delle 10 vittime sono morte a causa dei crolli di edifici, fa sapere la protezione civile cubana. Sull’isola, dove Irma si è abbattuta due giorni fa, il 9 settembre, l’uragano ha anche provocato gravi inondazioni lungo la costa nord.

In Florida, il momento dell’impatto è stato alle 9 del mattino. Da quel momento Irma ha iniziato a virare più volte, disegnando una traiettoria imprevedibile. Ma al tempo stesso, la sua categoria è scesa prima a 3, poi a 2 e infine a 1, per diventare poi tempesta tropicale. Nel frattempo, però, l’uragano più temuto dalla Florida aveva già provocato 7 morti e lasciato senza luce quasi 5 milioni di persone, come riporta il New York Times. Le ultime due vittime identificate sono due bambini, rispettivamente di 11 anni e di 11 mesi: erano stati evacuati dal Sunshine State per sfuggire alla furia di Irma e sono morti in due diversi incidenti stradali. Le autorità stanno indagano sulla dinamica.

Quand’era ancora di intensità da categoria 4, Irma aveva cominciato a lambire le Keys, nel sud della Florida, puntando dritto a Key West e poi a Tampa. Su Miami, ‘fuori fuoco’, venti a quasi 100 miglia orarie e strade come fiumi in piena, crollano due gru ma senza fare feriti e a West Palm Beach i frutti delle palme sono proiettili mortali. Irma ha fatto una vittima nella contea di Monroe, che comprende Key West, e altre due persone sono morte in un incidente stradale nella contea di Hardee. Intanto è stato chiuso l’aeroporto di Miami ed è stato lanciato l’allarme anche ad Atlanta, in Georgia, che al suo passaggio l’uragano potrebbe colpire in veste di tempesta tropicale nelle prossime 36 ore, ed è la prima volta che un’emergenza di questo tipo viene segnalata per la città nello Stato meridionale. Le autorità locali delle Keys hanno detto che “si rischia una crisi umanitaria“.

In Florida intanto sono quasi 5 milioni le persone rimaste senza elettricità, circa 127mila hanno trovato rifugio negli oltre 500 centri di accoglienza allestiti nello Stato, mentre sono stati raccolti oltre tre milioni di litri di acqua, 67 camion sono stati riempiti con i pasti preparati da distribuire e sono stati recuperati 24mila tendoni.

Le autorità hanno chiesto al governo federale 11 milioni di pasti in più e altri milioni di litri di acqua. Il governatore della Florida, il repubblicano Rick Scott, fa sapere che di aver parlato con il presidente Donald Trump e che questi “ha fatto in modo che tutto ciò che ho chiesto al governo federale ci sia stato dato”, ha detto. Trump segue gli sviluppi da Camp David, dove ha ricevuto “un aggiornamento completo” ha fatto sapere la casa Bianca.

Ha partecipato ad un ‘briefing’ in collegamento con membri della sua amministrazione dalla Casa Bianca e rappresentanti del Fema, l’agenzia federale per la Protezione Civile, dal suo quartier generale a Washington. Ma ha anche sentito i governatori di Alabama, Georgia, South Carolina e Tennessee, tutti stati interessati dalle conseguenze del passaggio di Irma. Oltre ad aver con il governatore della Florida. “Andrò in Florida molto presto”, dice rispondendo ai giornalisti di rientro a Washington e chiama Irma “un enorme mostro” rispetto al quale però “noi siamo messi bene”, aggiunge, fiducioso sui soccorsi.

Intanto l’uragano fa sentire i suoi effetti sul traffico aereo di mezzo mondo: 10.700 voli in quattro continenti sono stati cancellati, di cui 7.400 nella sola Florida riferisce la Cnbc. E il numero delle cancellazioni potrebbe ulteriormente crescere mentre Irma si dirige verso Atlanta in Georgia, ‘hub’ della Delta Airlines ed uno degli aeroporti più trafficati del mondo.