La Procura di Napoli sta valutando l’ipotesi di aprire un’inchiesta contro ignoti per disastro colposo e omicidio colposo plurimo in seguito ai danni provocati dal sisma di Ischia. A dichiararlo è Giovanni Melillo, capo dell’ufficio inquirente partenopeo, ai microfoni di 6 su Radio 1′ specificando che le ipotesi sull’apertura di un fascicolo “sono nel quadro ordinario delle valutazioni possibili in questo momento”. Il neo procuratore di Napoli ha poi specificato che si tratta di un “quadro complesso e bisognoso di approfondimenti” per i quali i magistrati hanno nominato due consulenti tecnici. Il terremoto che ha colpito Ischia la sera del 21 agosto, ha provocato due morti e centinaia di sfollati, con il crollo di alcuni edifici. 

Procura nomina consulenti
Danni che da più parti sono ritenuti troppo gravi rispetto all’effettiva intensità del sisma. Ed è per questo motivo che già nelle ore successive alla tragedia il dibattito era tutto orientato sul fronte dell’abusivismo edilizio sull’isola. “Non sfuggono i costi sociali, che anche in queste occasioni si rivelano, di fenomeni gravi come quello dell’edilizia illegale e dell’abusivismo edilizio. All’abusivismo edilizio corrisponde una delle priorità del lavoro della procura della Repubblica di Napoli; un fenomeno che in Campania ha dimensioni straordinariamente gravi e come tale va affrontato”, è il commento di Melillo sul punto. Il capo degli inquirenti napoletani si è espresso anche sul cosiddetto “abuso di necessità”: “La dimensione di necessità – ha detto – è nettamente inferiore a quella speculativa e strettamente criminale del fenomeno dell’abusivismo edilizio”. Per capire se è ravvisabile un’ipotesi di reato, l’aggiunto Giuseppe Borrelli e il sostituto Michele Caroppoli hanno nominato due consulenti tecnici ai quali è stato conferito l’incarico di consentire la messa in sicurezza dello stato dei luoghi dove si sono verificati i crolli con modalità tali da poter consentire successivamente gli accertamenti per stabilire le cause. Un lavoro che sarà arricchito dalle relazioni dei Vigili del fuoco e della Protezione civile.

Delrio: “Scossa così dovrebbe provocare solo paura”
Si dice sorpreso dei danni causati dal sisma sull’isola – in un’intervista al Messaggero – anche il ministro delle infrastrutture, Graziano Delrio. “Anch’io penso che una scossa di terremoto di magnitudine 4.0 non dovesse provocare altro che un po’ di paura, e invece eccoci ancora una volta a piangere vite umane“. Per il ministro, dunque, il problema sono gli immobili abusivi “pericolosi  non solo per chi ci abita ma pure per il territorio che li ospita. Questo tipo di attenzione ad una edilizia molto antica può rendere assai vulnerabili gli edifici anche con interventi abusivi di piccola entità”. Per questo motivo il titolare delle Infrastrutture rilancia una dichiarazione già rilasciata quale giorno fa: “Demolire significa applicare le regole. Io non voglio criminalizzare la Campania ma dico no al tentativo, per esempio, di allargare maglie, di aggirare le regole sulle volumetrie”.

Ma per De Luca è “sciacallismo” e “strumentalizzazione”
Parole, quelle del ministro, che sembrano una replica diretta alle dichiarazioni rilasciate ieri dal governatore della Campania, Vincenzo De Luca. Giunto sul luogo del sisma il presidente ha bollato la polemiche sull’abusivismo come “sciacallismo“, e “strumentalizzazioni”. “È crollata un’abitazione vecchia – ha detto – e sono crollati dei cornicioni di un immobile costruito nel secolo scorso. Nessuna connessione tra questi fatti e l’abusivismo”. Insomma  i due esponenti del Pd hanno due visioni completamente opposte sul fronte della lotta agli abusi. Posizioni che si scontrano pubblicamente per la seconda volta in pochi giorni. Del resto, solo due settimane fa, il governo di Paolo Gentiloni aveva impugnato la legge approvata a giugno dalla regione Campania sullo stesso tema. E lo stesso Delrio aveva rivendicato quello stop, definendo la norma di De Luca come “ispirata a principi diversi da quelli dell’ interesse nazionale”, e indicandola come monito per nuove impugnazioni future. L’ex sindaco di Salerno non l’aveva presa bene. E dopo giorni di silenzio aveva provocato il governo: “Mi aspetto che da domani siano impegnati l’Esercito, il Genio Militare, i Provveditorati alle Opere Pubbliche per procedere alle immediate demolizioni”.