Carissimi lettori, Alessandra e Giovanni ci tengono a ringraziare tutti per l’aiuto che hanno ricevuto in seguito all’appello pubblicato da me qui sul mio blog de Il Fatto Quotidiano. Riporto di seguito la lettera che mi ha inviato Alessandra, e aggiungo che, quando le istituzioni sono lente o non rispondono affatto, le persone rispondono tempestivamente, con grande cuore, e aiutano magari facendo qualche sacrificio. Grazie anche da parte mia.

Carissimi lettori, carissimo Dott. Luca Faccio, carissimi voi della Redazione del Fatto Quotidiano,
oggi voglio scrivere questa lettera perché la sento nel cuore e perché mi sembra doveroso oltre che dirvi grazie, comunicarvi che mai adesso ho trovato tanta solidarietà. Questo mi dimostra ancora una volta che quando si tocca il fondo c’è sempre quella manina dall’alto che manda gli angeli ad aiutarti. Devo dire che tutti voi insieme avete contribuito a salvarci la vita e lo dico senza esagerare. Tutti voi siete riusciti a risolvere la maggior parte dei nostri gravi problemi e con grande felicità voglio rendervi partecipi di una gioia che è stata anche quella di mio marito, per la prima volta nella vita ho potuto comprare da mangiare e le medicine senza aver paura e senza dover scegliere o una o l’altra cosa.

C’è altro che ci tengo a dire di più: è che proprio per voi, si riscopre oggi per noi l’umanità che da troppo tempo ci aveva abbandonato, soprattutto dalle istituzioni locali che dopo 6 anni ci hanno dato un contributo una tantum per le famiglie povere, tra dieci anni forse faranno qualcos’altro. Di aspettare altri 10 anni per avere un altro aiuto non possiamo permettercelo. Abbiamo chiesto un lavoro per mio marito, ma niente, chi può darlo non gli dà nulla, perché ci sono i preferiti e non ci sono più i diritti ma solo i doveri.

Voglio ringraziarvi con tutto il cuore ancora a voi lettori che avete contribuito ad aiutarci, a voi del giornale Il Fatto Quotidiano. Un ringraziamento forte va al Dott. Luca Faccio che dal 2009 segue la nostra vicenda e tampona come può, ogni volta permettendoci ancora oggi di essere qui nella nostra casa, che Dio vi benedica a tutti. Vi voglio bene e grazie ancora.

Alessandra Incoronato e Giovanni Rame